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 “La Firenze del Motore” a Palazzo Medici Riccardi Cronaca, Firenze

Firenze – Alla Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Riccardi fino al 26 settembre sarà possibile ammirare “La Firenze del Motore” grazie alle Ermine Racing Cars. Sarà possibile fare un viaggio nella storia dell’automobile da Leonardo da Vinci fino alle prime vetture del Novecento.

L’ingresso è libero con orario continuato dalle 10 alle 18,30. La mostra è stata allestita dal Camet – Club Auto Moto d’Epoca Toscano che ha voluto presentare i capisaldi del motorismo fiorentino insieme alle auto da corsa Ermini: partendo dall’ “Automobile di Leonardo” di Leonardo da Vinci – 1478 (Modello di proprietà di Banca Cambiano 1884 s.p.a.), il primo motore a scoppio brevettato dai toscani Barsanti e Matteucci nel 1854, l’unica auto Florentia sopravvissuta di quelle costruite a Firenze dalla Fabbrica Toscana di Automobili (1901–1910).

Le vetture Florentia erano così esclusive da essere definite le ”auto dei re”.  La mostra è completata da Completano alcune moto da competizione tra le più significative costruite a Firenze ed in Toscana dalle origini alla seconda metà del Novecento. 

Un percorso che ha l’obiettivo di far conoscere la profonda tradizione di Firenze che in campo motoristico nei primi anni del dopo guerra ha portato alla nascita delle Officine Ermini, un “atelier” dove i piloti più importanti di allora si facevano costruire da Pasquino Ermini (1905-1958) vetture da corsa capaci di tener testa a Ferrari, Maserati, Lancia e vetture di assai più grande cilindrata. 

Tra i piloti che hanno onorato la città di Firenze in tutto il mondo, si ricordano: Emilio Materassi, il primo a chiamare il suo team di piloti col termine ‘Scuderia’ (1927); Conte Giulio Masetti da Bagnano, vincitore di due Targa Florio (1921-1022) e chiamato il “Leone delle Madonie”; Clemente Biondetti, il più grande corridore su strada con 4 Mille Miglia vinte; Carlo Pintacuda, nato a Fiesole e detto “l’Ungherese”, vincitore di 2 Mille Miglia (1935-1937). 

“Con questa mostra il Camet-Club Auto Moto d’Epoca Toscano – spiega il presidente Giuliano Bensi – vuole diffondere la conoscenza di un periodo che ha visto Firenze protagonista, nel solco di una tradizione tecnologica e scientifica che risale al periodo aureo della sua storia, e non è un caso che la sede prescelta sia proprio Palazzo Medici Riccardi, il palazzo-simbolo della famiglia Medici, fatto costruire da Cosimo il Vecchio. Una mostra che vuol dare un contributo alla cittadinanza e in particolare alle giovani generazioni sulla conoscenza di ciò che è stato sviluppato a Firenze nel mondo del motorismo e del motorismo da competizione” 

Una mostra che racconta non solo l’ingegno fiorentino ma che porta con sé anche aneddoti divertenti. Si racconta, infatti, che lo stesso “drake” non vedesse di buon occhio quelle vetture fiorentine così performanti e cercasse di contrastare Pasquino Ermini anche al di fuori delle corse. Un aneddoto racconta che Ferrari minacciasse la carrozzeria Scaglietti di toglierle le commesse se avesse prodotto la carrozzeria delle vetture fiorentine. Purtroppo Pasquino Ermini morì troppo presto per poter affermare definitivamente il marchio fiorentino nel mondo, che rimase nella mente e nel cuore solo dei più appassionati intenditori. 

“Quella di Pasquale Ermini – sottolinea il Sindaco della Città Metropolitana di Firenze – è per certi una parabola realizzata a metà e sta a tutti noi portarla a termine per darle adeguato riconoscimento. Sono grato al Camet e al suo presidente per la promozione di questa mostra e siamo al loro fianco con convinzione per dare visibilità a una storia creativa, che si colloca nel solco delle grandi invenzioni fiorentine legate al motore. Potremo ammirare nella Galleria delle Carrozze un esemplare delle auto Florentia, che venivano prodotte nella Città del Fiore all’inizio del secolo scorso, ma soprattutto l’originalità di Pasquino che Ferrari un po’ temeva a motivo delle vetture da corsa prodotte nelle Officine Ermini, Officine che in un certo senso riaprono in Palazzo Medici Riccardi”. 

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