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La Fondazione Promusica: quel diavolo d’un prete Cultura

Pistoia  – È intorno alla metà del Diciottesimo che, sul cosiddetto “canto de’ Rossi”, comincia ad echeggiare l’allegro tintinnio degli scalpellini che, picchiando sulla pietra grezza, la sgrossano per ricavarne il laterizio necessario a edificare quello che sarebbe un giorno divenuto uno fra i più vivaci punti di incontro culturale nella città di Pistoia: tratteggiando molto brevemente la storia del Palazzo de’ Rossi, diciamo che fu in quel periodo che la ricca famiglia ne commissionò il progetto all’architetto Raffaello Ulivi, certi che l’avrebbe reso una dimora adeguata al loro rango, ma inconsapevoli di quanto un giorno le sue mura sarebbero divenute care a molti pistoiesi.

Dai gradini che scandiscono le sontuose scalinate che portano al piano nobile, si sono dissolte nel tempo melodie di armonica bellezza, non per ultime le note suonate da Don Mario Lapini al suo pianoforte, e pure quelle che provenivano dalla scuola di danza classica – situata all’ultimo piano – diretta dal famoso coreografo Loris Gai… per un pistoiese, aggirarsi per le sale del palazzo de’ Rossi è come fare un tuffo nella memoria: quella di tempi abbastanza recenti – che la generazione dei più o meno cinquantenni di oggi può ricordare con facilità – quando il palazzo veniva riconosciuto semplicemente come “Pio X”, dal nome del circolo culturale che qui ebbe la sua sede, dopo che Don Lapini (già da tempo impegnato nel recupero morale e materiale del dopoguerra) riuscì non senza fatica ad acquistare l’edificio.

Parliamo di quello stesso Canonico Lapini “sacerdote fuori dalle righe”, animato da grande altruismo, entusiasmo e da uno sfrenato amore per la musica, passione che coltivò per tutta la vita: dobbiamo a questo “diavolo di prete” se oggi Palazzo de’ Rossi continua a vivere a suon di musica e di arte. Con il Circolo Pio X, il Salone dei Concerti ricominciò a prendere vita, ospitando musicisti provenienti da tutto il mondo, ed in quello stesso salone le note continuano oggi a diffondersi, per parlare al mondo di musica.

A raccogliere il testimone del Canonico Lapini è stata la Fondazione CR Pistoia e Pescia, alla quale il sacerdote ha lasciato la proprietà dell’edificio de’ Rossi con donazione modale, e che ha avuto la felice intuizione di istituire, nel 2004, la Fondazione Pistoiese Promusica: così la musica… non solo continua, ma ancor più di prima si manifesta nella molteplicità della sua energia vitale.

La via intrapresa da Promusica è una vera propria sfida, un guanto lanciato in onore di quel bene prezioso che è la cultura della musica, e che prende consistenza grazie ad un progetto strutturato e incisivo sul territorio; chiunque ami questa arte non può che condividerne le finalità, ma anche chi non la ama dovrebbe farlo, perché Promusica ha come obiettivo di promuovere prima di tutto la “consapevolezza” della musica. Capiamoci meglio con un esempio molto semplice: la musica si realizza con il supporto di strumenti. Ma la nostra voce, non è essa stessa uno strumento? L’essere umano nasce con l’istintualità del suono, gli serve per comunicare.

Pensateci bene: appena nato l’uomo piange, è il suo modo di far sapere che c’è: poi continua a piangere, seppure in modi diversi per far sapere se ha fame o caldo, se ha mal di pancia o voglia di coccole, e via dicendo. Il “suono” del pianto (e della voce) è comunicazione, che col passare del tempo affiniamo imparando a modularla – con ritmi, pause, intonazioni diverse – sia per parlare, trasmettendo un messaggio, sia per ascoltare, comprendendolo.

Allo stesso modo, consideriamo come l’intero mondo che ci circonda sia fatto di suoni, anche se la consapevolezza di questo ci sfugge perché, spesso, “il suono” è nascosto dal frastsuono di rumori che avvolgono la nostra quotidianità, provocando un senso di stordimento che la percezione di piacevolezza prodotta dalle vibrazioni più semplici.

Educare a distinguere e riconoscere i suoni, quindi la musicalità in tutta la sua portata, diventa necessità imprescindibile; la musica che non è solo occasione per trascorrere una serata, ma molto di più. Divulgare questo messaggio è, a quanto pare, una missione possibile: trascorsi ormai 12 anni dall’istituzione di Promusica, i suoi ideatori si dichiarano soddisfatti dai risultati ottenuti. E, sinceramente, sembra proprio che i fatti diano loro ragione. La sinergia creatasi intorno a melòmani o anche a più semplicemente simpatizzanti, ha aperto una strada che – usando le eloquenti parole di Riccardo Ballati, attuale Vicepresidente di Promusica – è fatta di “virtù musicale a tutto campo” in cui iscrivere un bel po’ di successi.

Per cominciare, un bel calendario di stagioni sinfoniche e cameristiche di altissimo livello, il cui apprezzamento è confermato dal numero degli spettatori, cui si aggiunge un’incisiva presenza nelle scuole, con programmi di supporto alle attività didattiche. Alle scuole medie con “Studenti in ascolto” ed al liceo scientifico con “Il linguaggio della musica”, gli studenti sono stati attivamente accompagnati in un mondo a loro sconosciuto perché, spesso, percepito come distante: la musica “classica”, sai quella roba tanto noiosa… o forse no? Certamente qualche buon seme è stato gettato, altrettanto certamente i ragazzi coinvolti non diventeranno tutti musicisti, ma non c’è dubbio che si siano intanto arricchiti interiormente, almeno un po’!

È nel 2008 che si realizza un altro progetto, ambizioso, di Promusica: il 10 ottobre di quell’anno, in occasione del primo concerto della stagione, al Teatro Manzoni viene inaugurata la “camera acustica”. Progettata dall’architetto Marco Cesare Consumi, esperto di acustica teatrale, la camera è una sorta di “scatolona” che ha il duplice scopo di favorire la corretta diffusione del suono verso gli spettatori, e di migliorare la loro visualità: la struttura, realizzata in legno di pioppo e rivetti di rame, offre soluzioni tecniche studiate appositamente per il teatro in cui deve essere utilizzata (in questo caso il Teatro Manzoni, presso il quale è conservata a cura della Associazione Teatrale Pistoiese), ed è un’opera di ingegneristica assolutamente avanzata, di cui il mondo intero ci invidia la progettazione.

Infine, l’Orchestra Leonore, sotto il cui nome si raccoglie l’eccellenza di musicisti provenienti da ambiti cameristici autorevoli, e che contano esperienze in importanti orchestre internazionali: un grande valore aggiunto, che ha saputo mettersi in mostra così rapidamente da essere invitata – dopo soltanto i primi quattro concerti della stagione 2014-15 – come ospite a partecipare in importanti stagioni concertistiche italiane. E in un momento difficile sia per la cultura sia per i giovani, a completare positivamente il quadro c’è il concorso “Listen 2.0”, che Promusica ha istituito per riconoscere borse di studio a giovani musicisti, che possono così usufruire di un’importante, e soprattutto concreta, occasione di crescita professionale, suonando nell’Orchestra Leonore insieme a professionisti di altissimo livello.

Ultima novità, conseguente all’internazionalizzazione della presenza Promusica, il Laboratorio Orchestra Sociale, che ha l’obiettivo di creare un’orchestra giovanile composta da 30 bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie, appartenenti alle fasce sociali più deboli e che frequentano i centri socio-educativi  Arcobaleno, Camposampiero e Airone. Il progetto è realizzato in piena sinergia con l’Associazione Teatrale Pistoiese, la Scuola di musica e danza “T. Mabellini”, i Servizi Sociali del Comune di Pistoia, con Istituti Raggruppati e l’Associazione di volontariato Arcobaleno e con le Cooperative Sociali Pantagruel e Arkè.

Attraverso lo studio di uno strumento musicale e l’esperienza, emozionante, del “fare musica insieme”, si vuole così creare un forte sistema di relazione tra i giovani, favorendo coesione, integrazione e trasmettendo i valori fondamentali del vivere insieme. La pratica musicale può infatti rappresentare una grande opportunità e uno strumento per combattere situazioni di disagio o, anche, di devianza sociale giovanile.

Cosa aggiungere, se non che… i fatti parlano da soli, con i complimenti al Consiglio Promusica capitanato per molti anni da Ivano Paci, ed oggi da Luca Iozzelli.

Foto: Orchestra Sociale e coro Voci danzanti, copyright Stefano Poggialini

 

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