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La foresta di Badia Prataglia My Stamp

Domenica 13 agosto Trekking Italia Toscana propone un percorso gradevole che si sviluppa su stradelli e sentieri di crinale nelle foresta di Badia Prataglia, tra magnifiche faggete a fustaia. E’ di livello medio, 13 km, circa 6 ore di cammino e un dislivello di 700 metri in salita e in discesa.

Si lasciano le auto nel parcheggio di Badia Prataglia vicino al ponte e si imbocca la via di Campo all’Agio, che sale con dolci tornanti in un vecchio e magnifico castagneto, per poi attraversare un tratto a conifere. Nei pressi della radura di Campo all’Agio si imbocca il sentiero n. 60 in salita e si attraversano diversi tipi di bosco: prima abetine, poi misto di latifoglie e, più in alto, una faggeta. Costeggiando il Fosso dei Laghetti, si raggiunge il crinale sul sentiero 00 della GEA a un valico senza nome.

Si percorre un bel tratto di crinale, intorno ai 1400 metri di quota, costeggiando il Monte Cucco e oltrepassando il Passo dei Cerrini: troviamo punti di fitta vegetazione, dove il faggio è dominante, anche ad alto fusto, ma anche ampi scorci panoramici sul versante romagnolo.

Al Passo della Crocina si svolta decisamente a sinistra e si comincia a scendere, costeggiando il Fosso del Pontone, sul sentiero n. 64. In mezzo a maestosi abeti, si incontra la deviazione a sinistra per la Buca delle Fate, una grotta adesso chiusa per motivi di sicurezza, che si apre tra gli strati di arenarie, lunga circa 70 metri (la più importante di tutto il parco). Ne possiamo vedere l’imbocco, per poi ritornare sul sentiero, dove, dopo poco, troviamo la deviazione a destra per scendere verso il torrente  sul sentiero n. 84/A e raggiungere la località Capanno. Da qui continuiamo in discesa fino alla frazione di Vetricetta e poi su stradella asfaltata torniamo a Badia Prataglia.

Il paese è sempre stato condizionato dal rapporto che i monaci, Pratagliensi prima e Camaldolesi poi, hanno saputo instaurare con la foresta. Alla collaborazione tra monaci e abitanti si deve la conservazione delle foreste circostanti, giunte rigogliose fino ad oggi. Il risultato è dovuto anche, in epoca più tarda, alla politica forestale del Granduca Leopoldo II di Lorena e all’opera di Carlo Simeoni, dal 1837 nominato amministratore delle Foreste Casentinesi.

Da segnalare la chiesa, che è ciò che resta dell’antica abbazia del 986, fondata dai monaci benedettini Cassinesi, e l’arboreto, nei pressi della Villa dei Lorena, dove ora si trova la sede del  Corpo Forestale: una raccolta di specie arboree esotiche in commistione con piante autoctone di interesse forestale.

Coloro che desiderano partecipare all’escursione devono telefonare alla sede di Trekking Italia di Firenze ai numeri 055-2341040 o 055-2340998 nei giorni: da martedì a venerdì ore 10.00 – 13.00; martedì, giovedì e venerdì anche in orario pomeridiano ore 16.00 – 19.00. Per partecipare ai trek organizzati è necessaria l’iscrizione all’Associazione; la quota associativa è di € 20.

                                                                                                                                                                                                           Laura Alberighi

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