energee3
logo stamptoscana
Edizioni Thedotcompany

La forza misteriosa della facciata non finita di San Lorenzo Cultura

Firenze – La Basilica di San Lorenzo è bella così. E’ la chiesa che i fiorentini amano. Per la città  e per i visitatori il non finito è diventato mito.  Dal 7 luglio al 15 novembre apre al pubblico una mostra che partendo dal modello ligneo di Michelangelo attraverserà i secoli , insieme al visitatore, per indagare i motivi veri o presunti che hanno portato ad oggi questo splendido esempio di facciata incompleta.

La Fondazione Casa Buonarroti inaugura  la mostra “La forza del mito. I progetti per la facciata della Basilica di San Lorenzo a Firenze, da Michelangelo al Concorso del 1900”, promossa della stessa Fondazione e realizzata  grazie al contributo determinante dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, della Banca CR Firenze e la collaborazione di  Unicoop Firenze, Fine Art Service e Federalberghi e curata da Eugenio Giani.

La Basilica di San Lorenzo è un luogo simbolo per gli abitanti della città. E’ stata la Cattedrale  di Firenze per trecento anni ed è il luogo di sepoltura della famiglia Medici e di molti Granduchi. Chi gira per Firenze con un pizzico di attenzione  si accorge  di una stravagante bizzarrìa. Alcune delle chiese più belle al mondo hanno la facciata incompleta. San Lorenzo ne è esempio lampante. Il tempio è in ogni sua parte completamente rifinito, incluse le coperture esterne in marmi policromi pregiati, eccetto che per la facciata. Questa ostenta a vista il classico filaretto di pietra, a sbalzi aggettanti che evidenziano chiaramente la predisposizione ad accogliere gli agganci dei rivestimenti marmorei.

La cosa veramente curiosa è che non si tratta di un caso eccezionale a Firenze, anzi verrebbe da dire, considerata la casistica, che è piuttosto comune infatti altre illustri chiese, anche di elevato livello stilistico, siano incompiute nella facciata. Cosa ancor più strana in quanto la facciata è la parte che con più evidenza si offre allo spettatore.

Sembra un po’ un anomalia fiorentina indire concorsi che non portano a risultati e San Lorenzo ne è un antesignano esempio. Anche quando tra Ottocento e Novecento si riuscì a completare altri prospetti  di luoghi religiosi, per San Lorenzo accaddero vicende che ne impedirono la conclusione. Ormai è amata com’è ed ogni trasformazione la esautorerebbe del fascino sublime che la contraddistingue.

Così è, ed è bene che sia così; dà un’idea di come fossero le facciate anche di Santa Croce e del Duomo prima che fossero e si presentassero nell’attuale finitura.

Il motivo per cui queste facciate non furono mai completate, o lo furono solo in tempi posteriori alla loro edificazione, dipende spesso da motivi di intervenuta penuria di mezzi finanziari, anche se non è sempre così.  Firenze, dopotutto, può dirsi città “abituata” alle costruzioni non terminate. E qui basterà riportare alla mente del lettore i soli casi del Castellaccio degli Scolari e del cosiddetto Palazzo Non Finito in cui ha sede attualmente il Museo di Storia Naturale.

La Mostra che si apre domani parte da un evento importante: anno 1515, Papa Leone X ( figlio di Lorenzo il Magnifico) promosse un concorso per la facciata di San Lorenzo. Michelangelo sbaragliò la concorrenza e ottenne l’incarico. Lo stesso Michelangelo ebbe a dire sul progetto di Baccio d’Agnolo, suo illustre antagonista che il progetto presentato da Baccio “e’ una cosa da fanciulli”.

L’artista iniziò subito il lavoro con studi, disegni e modello ligneo, capolavori adesso in esposizione. Si trasferì addirittura sulle Apuane per scegliere personalmente i marmi da impiegare per la facciata di San Lorenzo. Rischiò anche la vita, per una colonna di marmo che durante il trasporto colpì un cavatore di fianco all’artista.

 L’opera andò per le lunghe: il cantiere della facciata fu avviato, ma poco dopo venne sospeso per volontà dello stesso Pontefice. Forse per la complessità del progetto, forse per il timore di confrontarsi col sommo Artista, per quasi due secoli il problema non venne più affrontato.

Gelosie tra artisti, costi altissimi, morti drammatiche e giochi di potere. Dietro la facciata della basilica di San Lorenzo, la chiesa più antica di Firenze, si nasconde un’intricata vicenda che ha avuto un unico risultato: l’edificio è arrivato fino a oggi con un volto sobrio, spoglio di ornamenti, fatto di pietra grezza e linee orizzontali. Volto incompiuto ma affascinante.

Fu l’Elettrice Palatina Anna Maria Luisa, ultima rappresentante della Casa Medicea, a riaprire il problema, facendo eseguire nella prima metà del ‘700 alcuni progetti; altri ne seguirono nell’800, come quelli accuratissimi di Pasquale Poccianti (1837), ma tutti rimasero sulla carta. Grazie al lascito di un privato cittadino, Francesco Mattei, il tema fu ripreso nell’aprile del 1900, quando fu bandito un concorso cui parteciparono ben cinquantatré architetti. Considerando la complessità del tema e constatando che i settantaquattro progetti presentati avevano bisogno di modifiche e perfezionamenti, si decise di bandire una seconda tornata e solo nel 1905 la Commissione giudicatrice, presieduta da Heynrich von Geymüller, scelse come vincitore il progetto dell’architetto Cesare Bazzani. Le polemiche che seguirono furono tuttavia così accese che l’Amministrazione comunale decise ben presto di abbandonare definitivamente l’impresa e di dividere il lascito Mattei fra otto chiese fiorentine.

Ci ha provato pochi anni fa anche l’allora Sindaco di Firenze, Matteo Renzi che  propose di attuare un antico progetto rimasto nel cassetto, per riuscire dove Michelangelo aveva fallito. Un’idea che ha attirato sul primo cittadino vibrate proteste,

L’evento che si presenta con questa esposizione, spiega il curatore Eugenio Giani ha un significato importante per Casa Buonarroti perché qui si conserva il modello ligneo di Michelangelo, che insieme a disegni, illustrazioni e riproduzioni guideranno i visitatori attraverso un problema centenario complesso su cui riflettere e indagare. .

Il catalogo, edito da Silvanaeditoriale è curato da Veronica Ferretti e Massimiliano Savorra. Nella mostra saranno esposte oltre 50 tavole di progetti per dar conto delle vicissitudini che, nel corso dei secoli, hanno riguardato l’“impossibile” completamento della facciata della basilica di San Lorenzo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »