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La Fura dels Baus apre il Festival Fabbrica Europa Spettacoli

Firenze – Quella del 2019 del Festival Fabbrica Europa si potrebbe chiamare “l’edizione post venticinquesimo” che l’anno scorso ha segnato una svolta e una crescita

La numero 26, infatti, che si apre venerdì 3 maggio alla Stazione Leopolda con La Fura dels Bauls, compagine creativa che rappresenta più di ogni altra la natura delle kermesse fiorentina di danza, musica e arti performative, viene considerata dai direttori artistici, Maurizio Busia e Maurizia Settembri, come il nuovo inizio di un “festival dinamico”.

Dinamico perché coinvolge sempre di più gli spazi cittadini e soprattutto perché resta in continuo movimento alla ricerca dei migliori esempi  di tutto ciò che fa contemporaneità. La Stazione Leopolda, per tanti anni la casa della manifestazione, sarà il palcoscenico solo della giornata inaugurale con “Free Bach 212” della compagnia catalana e Ina Christel Johannessen e la compagnia Zero Visibility Corp con Lunedì, spettacolo site specific studiato per lo spazio Alcatraz.

Si tratta di un omaggio alla vecchia stazione prima di espandersi fino a metà luglio al Teatro della Pergola, il Teatro cantiere Florida, la sala Vanni, il Chiostro di Santa Maria Novella e, soprattutto, il nuovo Parc, Performing Arts Research Centre, fiore all’occhiello della politica culturale del Comune e luogo ideale,”il distretto delle Cascine”,  come complesso di centri produttivi di nuovi segni artistici, per far fiorire la contemporaneità che oggi significa prima di tutto nuovo rapporto con la natura.

E poi ancora un’apertura più ampia su Firenze e la Toscana, con progetti nazionali e internazionali che “dialoghino con i territori e accompagnino altre comunità e altre generazioni a comprendere”.

Difficile ricordare tutti gli eventi. Al Teatro della Pergola da segnalare TrapTown, ultima creazione di Wim Vandekeybus,  che porta in un universo parallelo senza tempo e spazio definiti. In prima nazionale (5 maggio). Oppure  Virgilio Sieni che riallestisce il suo acclamato La natura delle cose, tratto dal poema filosofico-enciclopedico di Lucrezio “De rerum natura” (30, 31 maggio).

Il rapporto tra giovani generazioni e grandi figure del passato è evidenziato dal concerto di due musicisti francesi di grande raffinatezza: il clarinettista e compositore Michel Portal e il giovane astro del violino Theo Ceccaldi (9 maggio).

Al PARC, dalla scuderia aretina Woodworm Label, due tra gli autori più rappresentativi della scena italiana: Motta con una Intervista tra parole e musica e Paolo Benvegnù con il reading I racconti delle nebbie (4 maggio). E soprattutto Focus Cina, un originale focus sulla nuova danza della Cina ideato proprio per il Festival. Quattro giornate sono infatti dedicate alla scoperta delle poetiche di sei coreografi cinesi indipendenti. Yu Yanan, Lian Guodong e Lei Yan, Tian Tian, Er Gao, Wu Hui portano avanti una ricerca molto personale che, partendo dalla tradizione, si concentra sul condizionamento culturale del corpo e la memoria corporea (9>12 maggio).

Al Cantiere Florida  dalla Corea giunge la fascinazione espressiva di Goblin Party che in Silver Knife indaga gli aspetti conflittuali dell’identità femminile. I corpi di quattro danzatrici trasmettono emozioni capaci di tessere una relazione coinvolgente con il pubblico, amplificandone la prospettiva (21 maggio).

Do animals go to heaven? di Olimpia Fortuni si interroga sul rapporto fra uomo e animale attraverso una riflessione sulla violenza. Prende corpo un’immersione profonda nella paura della graduale degenerazione dell’uomo verso il disordine (22 maggio).

Sala Vanni. Una musica senza frontiere, innovativa e debordante, ma con radici ben salde, è quella del trio composto da Riccardo Tesi, Patrick Vaillant, Gianluigi Trovesi: un’esplorazione onirica delle sonorità mediterranee grazie a un vocabolario espressivo capace di oltrepassare i limiti del folklore proiettandosi verso i territori del jazz più coraggioso. In collaborazione con Music Pool (8 maggio).

Anche il Teatro del Maggio è coinvolto con l’installazione Giuseppe Chiari. La luce è un dialogo tra rumore e silenzio, duplicato nella relazione tra luce e buio. Un progetto di Tempo Reale in collaborazione con Maggio Fiorentino e Frittelli Arte Contemporanea (12 maggio). Evento preceduto da un incontro di approfondimento (11 maggio).

Una collaborazione con il Florence Dance Festival al Chiostro di Santa Maria Novella sarà Invisible Habitudes di T.H.E. Dance Company / Swee Boon Kuiki (Singapore), focalizzandosi sulla relazione tra mente-corpo-cuore, esprime le esperienze autentiche di ogni danzatore, storie di un’identità fluida intessuta di memoria, infanzia, cultura, etnia. Ogni corpo è un contenitore avo che porta in sé un mondo individuale. In collaborazione con Florence Dance Festival (6 luglio).

Infine nell’ambito dell’Estate Fiorentina la decima edizione del Festival au Désert porta nel Parco delle Cascine di Firenze, dal 10 al 12 luglio, la magia dell’incontro in musica tra culture nomadi, per tre giorni ritmi, riflessioni e socialità.

Foto: FURA DELS BAUS, Free Bach 212

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