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La gabbia dei matti cattivi. La reltà degli OPG Cultura

Gli OPG sono gli ospedali psichiatrici giudiziari, che prima della legge Basaglia del 1978, si chiamavano manicomi, e che esistono ancora, anche se in forma “addolcita”. Del libro di Riccardo Gatteschi intitolato “la gabbia dei matti cattivi” – edito da Barbes – si è parlato di recente alla Festa Democratica delle Cascine, e a discutere dello scottante soggetto, oltre all’autore e all’editore, è stato invitato il magistrato di sorveglianza Massimo Niro. Da lui si è appreso che Gatteschi da quindici anni è volontario a Montelupo Fiorentino, dove ha tenuto un diario, disegnando così una galleria di personaggi con problemi gravi, la cui esistenza tribolata è raccontata con garbo e affetto. Nori ha ricordato che nel 2013, a seguito del decreto Severino, gli OPG dovrebbero essere chiusi e sostituiti con strutture di tipo sanitario. Nori sostiene che la maggioranza degli internati sono da curare e non da rinchiudere, e che di questo le persone non sono informate. Anche le strutture architettoniche appaiono come carceri per questi “matti cattivi” giudicati incapaci di intendere e di volere. A Montelupo Gatteschi è riuscito addirittura a far uscire una pubblicazione che si chiama “Spiragli”, la più vecchia del settore, dice lui, orgoglioso del suo generoso lavoro. Prima ricevevano una sovvenzione pubblica, che adesso è stata tagliata, perciò si stanno dando da fare con cene e aste per raccogliere la somma necessaria  a continuare. A un certo punto si è avvicinato al palco improvvisato, un ragazzo bruno che Gatteschi ha invitato a parlare, chiamandolo Giovanni. Questo giovane ha preso il microfono e ha sillabato, molto scosso: “Vengo da un OPG, e dico che bisogna stare tra la gente a testa alta e che non bisogna buttarsi via”. Ha continuato, avvolto dalla commozione del pubblico, raccontando che fa teatro, pittura, stampa, e karaoke, e che sogna di studiare da fisioterapista. “Sono guarito, ha continuato, volevo uccidermi poi ho capito che ognuno di noi è speciale e dentro portiamo una scintilla di Dio”. Il magistrato ha voluto precisare ches i può finire in un OPG anche per il furto di una bicicletta, e che in altri paesi europei – vedi il recente, assurdo caso del pluriomicida norvegese – l’incapacità di intendere non è imputabile. A Prato c’è un Associazione di volontariato penitenziario modello che dà una mano a chi vuole studiare per tornare nella società cosiddetta civile. Il libro di Gatteschi è davvero godibile e corrisponde a come lo descrive lui stesso, scrivendo: “ho dato voce a quello che ho vissuto in prima persona e a quello che mi è stato riferito dai diretti interessati". Che sono tanti Mauro, Walter, Sergio, che sognano la libertà e la normalità. Che per alcuni di loro potrebbero arrivare se il decreto nel 2013 sarà applicato.

Foto www.nutrimente.org

 

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