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La giunta di centrodestra a Pisa, Fontanelli: “Atti incostituzionali” Politica

Pisa – La giunta di centrodestra, le polemiche sul gesto di un consigliere della Lega, le prospettive politiche della città e della Regione. Su quest temi interviene l’ex sindaco di Pisa Paolo Fontanelli in questa intervista. Una carriera politica proseguita poi come deputato alla Camera, dove ha rivestito il ruolo di questore, esperienza conclusa nella XVII legislatura. Formatosi alla scuola di partito, il PCI, è stato assessore nella giunta regionale di Vannino Chiti. Lasciato il PD oggi è approdato in Articolo 1.

Partiamo con lo spiacevole episodio di Palazzo Gambacorti finito nelle cronache nazionali. Che ne pensa?

«Quanto avvenuto in Consiglio Comunale è molto grave. Un consigliere eletto dalla Lega è rimasto seduto nel momento del ricordo delle vittime dell’Olocausto. Ovviamente tra l’imbarazzo della maggioranza di destra, che timidamente ne ha preso le distanze e con qualcuno che ha, persino, suggerito improbabili giustificazioni. Però, però, però…… il consigliere in causa, Manuel Laurora, non solo manifesta le sue simpatie per il nazismo, consigliando di leggere Adolf Hitler, ma è uno degli esponenti di punta della campagna contro la realizzazione della Moschea. Iniziativa cavalcata dall’estrema destra. Trovando e questo è il punto centrale, rispondenza nell’azione di questa Giunta guidata da Michele Conti. Palesata nella variante urbanistica che mette un parcheggio al posto della prevista Moschea. Ora, al di là della lesione di un “diritto urbanistico” acquisito con la pianificazione comunale, la scelta politica dichiarata dalla maggioranza è in aperto contrasto con la Costituzione italiana che prevede la libertà e il riconoscimento, insieme alla tutela, per tutte le convinzioni religiose. E dunque ogni discriminazione va considerata inaccettabile. Purtroppo, ciò che sta avvenendo è una deriva che cammina insieme ad una buona dose di razzismo, anche questo in contrasto con la Costituzione».

Le era mai capitato di assistere ad un gesto come questo durante il suo mandato da Sindaco? E invece in Parlamento?

«No, nei dieci anni della mia sindacatura non ci sono stati in ambito istituzionale comportamenti anticostituzionali come questo. Certo sul piano sociale problemi e tensioni non sono mancati. Ricordo che nel periodo della Giunta Floriani ci fu un episodio gravissimo con una bambola esplosiva “regalata” ad una bambina rom. Mentre, nella mia esperienza parlamentare ho visto molti comportamenti non regolamentari, e anche poco rispettosi della funzione istituzionale, ma mai atteggiamenti di offensivi o di disprezzo verso le vittime del nazifascismo».

Quanto il sovranismo è radicato in città?

«Certamente il cosiddetto sovranismo sta vivendo, anche a Pisa, una stagione di crescita, che raccoglie insieme situazioni di: malessere sociale, scontento e protesta. In un clima politico e sociale che si traduce in modo generico, con una domanda di cambiamento semplicistica. Alle passate elezioni comunali il centrosinistra pisano ha sbagliato presentandosi con una proposta di continuità e per questo i sovranisti hanno trovato una strada agevole. Ma non credo che la maggioranza dei pisani sia diventata di destra. Spetta, comunque, alle capacità della sinistra mettere in crisi questa Giunta, evidenziando la loro assoluta mancanza di una visione per il futuro della città».

E se il centro-sinistra perdesse la Regione?

«Sarebbe un guaio».

E’ preoccupato per l’ondata nazionalista?

«Quello che considero più pericoloso è l’aspetto regressivo sul piano culturale e civile che viene prodotto dalla loro propaganda sul tema dell’immigrazione. E inoltre, il processo di logoramento della democrazia rappresentativa che viene attuato da una parte con lo svuotamento del ruolo del Parlamento e dall’altra con la spinta verso soluzioni plebiscitarie alla Putin, che piacciono tanto a Salvini quanto a Di Maio. Per contrastarli la sinistra deve rendere visibili le proprie ragioni, tornando ad incidere nella vita concreta dei lavoratori, dei giovani, dei ceti più disagiati attraverso l’apporto di un miglioramento reale».

Tutte le volte che le è stato chiesto, con “spirito di partito”, lei si è messo a disposizione. Si metterebbe ancora in gioco?

«È vero, non mi sono mai tirato indietro. E non ho mai pensato in termini di candidatura personale. Ho avuto la fortuna di essere chiamato a impegni e responsabilità di un certo peso. Quindi, penso di aver già dato. Tuttavia, ciò non significa scappare di fronte alle sfide, a cominciare da quelle del nostro territorio».

Foto: Paolo Fontanelli

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