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La Giunta Toscana è al completo: Monica Barni vicepresidente, con delega a cultura e ricerca Politica

Firenze – Si conferma la scelta di una donna alla guida della vicepresidenza della Regione Toscana. Era lei, l’atteso ultimo nome che mancava per completare la squadra degli assessori, anch’essa, nel suo complesso, composta nel rispetto delle pari opportunità di genere. Oggi, informa la nota della Regione, la firma del decreto di nomina operativa, che consente a Monica Barni, rettore dell’Università per stranieri, di affiancare gli altri sette assessori, e lo farà con le seguenti deleghe: cultura, ricerca, rapporti con l’università. Un’assoluta novità, Rossi: “Per la prima volta abbiamo separato la cultura dalle attività turistiche”.

“Avevamo garantito di arrivare a definire la fisionomia della nuova giunta prima della pausa estiva e l’abbiamo fatto, con una scelta di profilo adeguato alla scommessa che intendiamo vincere – sottolinea Rossi – Monica Barni è il primo rettore a ricoprire un ruolo nel governo regionale. E’ una donna fortemente presente nel mondo della ricerca scientifica e delle relazioni internazionali a essa collegati. E questo rappresenta un segnale forte in relazione a ciò che ci proponiamo di fare in questa legislatura”.
Nata a Siena nel 1961, Monica Barni, è attualmente rettore dell’Università per stranieri. Nella sua attività di ricerca e di docenza si è occupata in particolare di scienze del linguaggio e ha lavorato a vari progetti sul apprendimento delle lingue, sulla diversità e il contatto linguistico, con numerose esperienze e pubblicazioni anche a livello internazionale.

Monica Barni entrerà nelle sue nuove funzioni a partire dal prossimo 10 agosto. La data è indicata nell’atto di nomina operativa. E’ stata la stessa Barni – spiega la nota della Regione – a chiedere al presidente Rossi di poter disporre del tempo necessario per espletare tutta una serie di adempimenti necessari in qualità di rettore dell’Università per stranieri di Siena. Dopo aver anticipato e concluso in particolare gli atti relativi al bilancio dell’ateneo la neovicepresidente potrà dimettersi da rettore e prendere l’aspettativa da docente.

“Come conseguenza della scelta di ridurre gli assessori, anche in una logica di contenimento dei costi – sottolinea ancora il presidente – si tratta anche in questo caso di un ‘maxiassessorato’ e molte sono le cose di cui si dovrà occupare Monica Barni. Tra le altre cose, spetterà a lei seguire la cultura, settore che non può non avere un rilievo particolare in una regione come la Toscana, la cui immagine nel mondo è legata alla storia, alle lettere, all’arte. Intendiamo però interpretare questo impegno nella cultura in modo fortemente innovativo, come si vede dalla stessa attribuzione delle deleghe. Per la prima volta abbiamo separato la cultura dalle attività turistiche, superando una sorta di rapporto ancillare della prima nei confronti delle seconde. E l’abbiamo invece riconnessa con l’università e con la ricerca, per restituirle piena dignità e per coglierne tutte le potenzialità”.

“Questa è la nostra sfida, una sfida con cui la Toscana guarda anche agli scenari internazionali. Se la Toscana è una regione leader nell’export lo deve anche al valore della sua ricerca e ai suoi rapporti culturali – così conclude Rossi – Penalizzare la cultura è come consentire a un aereo in volo di liberarsi del suo motore. Al contrario, qui ci sono prospettive importanti per l’economia e il lavoro della Toscana. Monica Barni ha le caratteristiche giuste per aiutarci a costruirle”.

 

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