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La guerra dei vigili, “Lavoro in sicurezza, senza risposte si va alla mobilitazione” Breaking news, Cronaca

Firenze – Non è bastata la risposta per la verità piuttosto piccata degli uffici comunali alle richieste e alle proteste dei vigili urbani, per tranquillizzare la situaizone, anzi. Il presidio oggi si è tenuto, all’ngresso di Palazzo Vecchio, nonostante la giornata grigia e la pioggerellina più o meno sempre presente. La conclusione cui sono giunti i lavoratori, in assemblea in videoconferenza contemporanea al presidio:  “I vigili urbani devono poter lavorare in sicurezza. Senza risposte da parte dell’amministrazione comunale, la protesta andrà avanti con forme più forti, dal blocco degli straordinari fino allo sciopero”. La protesta è avvenuta con la Rsu del Comune di Firenze, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Csa, Dicapp. All’assemblea in videoconferenza si sono collegate oltre 350 persone.  Da sottolineare che la Rsu si sta adoperando inoltre per avviare anche una raccolta di fondi, devolvendo le ore di assemblea, ai lavoratori dello spettacolo del Teatro l’Affratellamento che non hanno avuto ristori.

Le motivazioni del presidio sono quelle già palesate, come spiega Mauro Comi, della Rsu comunale. “La salute delle persone è una questione importante – ricorda Comi – non è una questione sulla quale si può scherzare. Ci stupisce che un datore di lavoro pubblico non abbia questa sensibilità. Questo è veramente grave. Oltretutto c’era un confronto in corso. Esiste anche un reciproco affidamento nelle relazioni sindacali – continua – se si dice che ci si vede dopo le Feste, non mi esci il 24 dicembre, alla viglia di Natale, facendo un regalino con la procedura che chiude ogni discussione. Noi avevamo chiesto all’amministrazione di ritirare quella procedura e di rimetterci al tavolo, ma ci è stto risposto picche. Di fatto, erano disposti a sospenderla per alcuni giorni, ma dovevamo assolutamente definire i servizi notturni del mese di marzo, come noi sapevamo si sono sempre definiti. Si vain contradsdizione col fatto che sostengono che ci siano meni impieghi oggi. Non ci piace essere presi in giro – attacca il sindacalista – è evidente che ci possono essere meno impieghi dovuti al fatto che alle 22 c’è il coprifuoco e quindi il turno che interessa di più è quello 18-24, che copre la movida. Ma la mia osservazione personale è la seguente:  se ci fosse stato richiesto un impiego straordinario nel periodo covid, noi non ci saremmo trincerati. Il problema della procedura è da ora in avanti. E’ in grado di aggravare lo stress di lavoro correlato e quindi di mettere in discussione la salute degli operatori”.

Insomma l’accusa è pesante: una procedura non concordata, posta in essere dopo una sospensione del tavolo di contrattazione che avrebbe dovuto riprendere dopo le feste di Natale e che invece ha visto l’emissione della famosa procedura senza mai riaprire il tavolo; una procedura che ha anche un pericoloso impatto sula salute degli operatori, aggravandone lo stress. Ma a parte ciò, ci sono, dice Comi, “tutta una serie di questioni che ci rendono la vita complicata”.

“A differenza dalle Forze di Polizia – spiega il sindacalista – noi andiamo in pensione a 67 anni, non a 60;  noi cessiamo l’attività in orario notturno, su richiesta volontaria, non prima dei 57 anni per una quota parte del personale, continuiamo a fare i servizi serali, alcune quote del personale termina con la pensione. Noi pensiamo che ci sia un equivoco:  il servizio 18-24 non è un servizio serale, è un servizio notturno, di cui ha le caratteristiche; perciò va a impattare sulla salute dei lavoratori”.

Di certo, ciò che i lavoratori tramite i loro rappresentanti sostengono, viene a confliggere con quanto reso noto dagli uffici,  che rispondono immediatamente con una nuova nota alla protesta, auspicando “Una maggiore collaborazione anche per evitare la diffusione di notizie non fondate”. Così, dicono dagli uffici, i vigili  “avrebbero capito che con la nuova procedura si riducono i servizi notturni agli over 45 grazie alle 167 assunzioni; che i vaccini possono essere fatti e il sindaco ha inviato comunicazione a tutti per iscriversi non potendo obbligare i dipendenti a sottoporsi alla vaccinazione; che l’Amministrazione ha organizzato attività di screening per coloro che non possono fare immediatamente il vaccino; che lo Smart working per i dipendenti della Polizia Municipale che non fanno servizi esterni prevede rientri in presenza minori di quelli di altri uffici; che i dispositivi di protezione individuali e le mascherine sono sempre state fornite e che insieme ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sono sempre state affrontate tutte le tematiche; che gli amministratori del Comune, pur non essendo previsto né richiesto, hanno partecipato a tutte le delegazioni trattanti, gli incontri sui temi della sicurezza e le procedure di raffreddamento”.

“Non si può giocare sui numeri e sui termini – dicono dai sindacati – ad esempio, il 18-24 è un turno che dovrebbe essere definito dal contratto di lavoro come notturno, visto che il turno notturno comincia dalle 22. Quindi, dalle 22 alle 24 è un orario notturno, e come tale va inserito. Sulla questione dell’incremento, giocano ancora una volta sui numeri. Secondo gli uffici si partiva da 42 servizi, mentre in realtà i servizi notturni previsti per il personale erano 39;  in casi eccezionali si poteva arrivare a 42 previa comunicazione alle Rsu. Quindi se si gioca sui numerini ….”.

La richiesta, in sintesi è: ritirare il provvedimento e riaperto il tavolo di confronto. “Ci sono anche altre questioni che contribuiscono allo stress da lavoro – dicono dai sindacati – ormai gli agenti sono tutti in categoria c, l’evoluzione di carriera è estremamente ridotta. Quello che può essere soddisfacente per il personale è potere svolgere attività specialistiche, o, non c’è da vergognarsi, invecchiando svolgere attività meno gravose. Quindi con un criterio di trasparenza avere l’assegnazione a questo tipo di attività. Dunque, regole: le regole vengono modificate attraverso il confronto. Si tratta di affrontare i nodi critici e risolverli”.

Un confronto che pur auspicato da tutti, risulta oggettivamente un po’ trattenuto dalle reazioni congiunte di amministrazione e assessore al personale, Alessandro Martini. La sensazione è che dalle posizioni apicali si dirotti la responsabilità della negazione del confronto ai sindacati. Infatti, dall’assessore giunge la dichiarazione di “Sorpresa e amarezza sullo stato di agitazione dei rappresentanti della Polizia Municipale”.

Sorpresa, spiega l’assessore, perché “pur in una situazione difficile per tutti , questa Amministrazione non ha mai rifiutato il dialogo e fatto mancare l’attenzione rispetto alla tutela degli agenti durante lo svolgimento dei servizi”. Amarezza, continua, perché “le parole usate e i messaggi diffusi sono onestamente non corrispondenti al vero”.

“Ribadisco la mia più totale disponibilità a proseguire, come ho sempre cercato di fare, nell’ascolto e nel dialogo con tutti ma credo doveroso ribadire che la responsabilità e il dovere di amministratore mi impongono di guardare in modo onesto e obiettivo verso tutte le istanze sottendenti e, forse, a volte configgenti tra loro senza dimenticarne nessuna. Per il bene generale, credo che la responsabilità decisionale e il valore della mediazione si debbano esercitare sempre in tutto e per tutti. Su queste basi resto fiducioso che si possa riprendere costruttivamente il percorso di confronto oggi interrotto” conclude l’assessore Martini.

 

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