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La lezione dell’operaio Sarri all’intellettuale Sousa Opinion leader

Firenze – Prima della partita di Napoli avevo qualche dubbio e soprattutto qualche timore. Ero sicuro che oggi avrei avuto le idee più chiare. E invece ho poche certezze in più, e purtroppo più negative che positive. Cominciamo dalle cose buone. La Fiorentina ha mostrato personalità e ottimo impianto di gioco. Paradossalmente, pur perdendo, ha dimostrato di poter competere per lo scudetto. Ha anche fatto sfoggio di giocatori di prim’ordine: Kalinic, Badelj, Astori, Vecino, Alonso, il solito Borja Valero e lo stesso Ilicic sono giocatori che, in questo momento, sono tra i migliori d’Europa nel loro ruolo. Manca ancora all’appello Kuba, compassato e più utile a tenere gli equilibri che non ad aiutare l’attacco; e gli altri difensori, a partire da Gonzalo, sembrano affidabili solo se restano allineati e compatti, molto meno quando si allargano e devono supplire a carenze di velocità.

Comunque, complessivamente, una gran bella squadra. Ieri è stato molto positivo anche l’approccio alla partita. Intanto (come predico da settimane), Sousa non è stato così incoscente da lasciare Borja a due con Badelj a centrocampo, e proprio il centrocampo è stato il punto di forza della Viola, con molti palloni recuperati, pochissimi errori (nel primo tempo) e grande autorevolezza nella gestione della partita. Mi chiedo però come mai abbia giocato una partita così delicata Bernardeschi e non ilicic. Lì per lì mi ero risposto che Sousa davvero voleva vincere la partita giocando con due punte sin dall’inizio. E invece Berna non ha trovato mai la posizione, non ha mai inciso né in difesa né in attacco; mentre quando è entrato Ilicic si è vista la differenza. Classe e verticalizzazioni.

Per due volte in pochi minuti ha messo Kalinic davanti al portiere, mentre in tutto il primo tempo la squadra, pur tenendo più il pallino, non ha trovato sbocchi e non ha avuto mai una giocata di genio. Certo, poi Ilicic ha sbagliato la palla del gol di Higuain ed è anche crollato psicologicamente. Ma permettetemi di dire una cosa: i fantasisti in quella zona di campo tendono a fare le cose che farebbero nella trequarti avversaria, e sbagliano. Ma io vorrei sapere dov’erano quegli altri difensori, visto che è toccato allo stesso Ilicic di rincorrere, invano, Higuain, con tutti gli altri fuori posizione.

E qui allora torniamo a parlare di Sousa. Come dicevo, ieri mi e’ piaciuto di più perché non ha ecceduto in schemi strampalati. In campo c’era la squadra migliore con il 3-5-2 più collaudato, anche se snobisticamente Sousa continua a chiamarlo un 3-4-2-1. E con quel modulo e quegli interpreti la squadra ha risposto alla grande. Poi però c’è stato uno strano inizio di secondo tempo. Non vorrei aver avuto le traveggole, come si dice in Toscana; ma io ho visto la squadra ricominciare la ripresa con la difesa a quattro. Tant’è vero che ha preso gol dopo meno di un minuto coi giocatori che ancora non avevano preso bene le misure del campo. E, se è vero quello che ho visto, mi chiedo perché Sousa non riesca a essere “normale” e a fare le cose che farebbero i “mediocri”. Aveva davanti un tecnico, Sarri, che sta facendo finalmente grande il Napoli perché vede il calcio da “mediocre”, e perché gli fa giocare un calcio “mediocre”, con tutti i giocatori scolasticamente nelle loro posizioni congeniali, un’attitudine al sacrificio che non deve esimere neanche i grandi campioni e tanta attenzione a non sbagliare.

Benitez, che è stato un altro straniero venuto in Italia con pretese da profeta, la partita di ieri l’avrebbe strapersa. Magari giocando in modo più spettacolare, ma senza mai guardare alle caratteristiche degli avversari, e dunque alla fine perdendo. Questi tecnici che giocano senza avversario e giocano per sé e per il proprio credo mi fanno un po’ paura. Spero proprio che Sousa sia diverso. Ma purtroppo, per ora, delle “sousate” le fa. A parte quella difesa cambiata all’inizio della ripresa (sempreché abbia visto bene), ho trovato assolutamente cervellotico il modo in cui ha supplito all’uscita di Alonso. È vero che manca Pasqual, suo sostituto naturale.

Ma sconvolgere la squadra come ha fatto Sousa è autentico autolesionismo. Kuba terzino sinistro, Tomovic e Roncaglia a pestarsi i piedi a destra senza una regola, tutto il gioco che da fluido e giocato a occhi chiusi diventava un rebus. E Sousa che era addirittura pronto a far entrare Babacar dopo il pareggio per vincere la partita! Ecco, questo ancora mi sconcerta e mi lascia perplesso. Sousa è un ottimo allenatore, un uomo intelligente e con idee, ma deve anche capire come condire l’intelligenza e la creatività con l’umiltà (quella che aveva, forse anche troppo, Montella).

Allora la squadra potrà davvero sognare. Ora invece deve imparare a non ripetere gli errori. Giovedì c’è l’Europa League e io eviterei di sfiancarmi per quella partita. Dentro il più possibile seconde linee, anche Verdù e Diakathè, se necessario; per poi giocarmi contro la Roma la partita della vita. Con la squadra del primo tempo, ma con Ilicic al posto di Berna. Il tempo per le prove e per le stravaganze verrà. Intanto vediamo come possiamo giocarci al meglio questo campionato, e non un campionato virtuale.

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