energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

La lezione di anatomia Rubriche

Zuckerman l’aveva sostituita con altre quattro. Non aveva mai avuto tante donne contemporaneamente, né tanti dottori, e non aveva mai bevuto tanta vodka, né lavorato così poco, né conosciuto una disperazione di così smisurate proporzioni. Eppure quella che aveva non sembrava una malattia che si potesse prendere sul serio. C’era solo quel dolore: al collo, alle braccia e alle spalle, un dolore che gli impediva di camminare per più di qualche isolato e anche di stare fermo troppo a lungo nello stesso posto. Per il semplice fatto di avere un collo, due spalle e due braccia, gli sembrava di trascinare qua e là un’altra persona. Dieci minuti per andare a far la spesa, e doveva tornare a casa di corsa e sdraiarsi. Non poteva portare più di una borsa leggera per volta, e anche così doveva stringersela al petto come un ottuagenario. Reggere la borsa lungo il fianco con la mano non faceva che rendere più acuto quel dolore. Doloroso era chinarsi a fare il letto. Doloroso stare in piedi davanti ai fornelli tenendo in mano un oggetto non più pesante di una paletta e aspettando che un uovo friggesse. Non poteva spalancare una finestra, se questo richiedeva un minimo di energia. Di conseguenza, erano le donne ad aprirgli le finestre: gli aprivano le finestre, gli friggevano l’uovo, gli facevano il letto, andavano a fare la spesa per lui e senza fatica, virilmente, gli portavano le borse a casa. Una donna, da sola, avrebbe potuto fare tutto il necessario tutti i giorni in un’ora o due, ma Zuckerman una donna non l’aveva più. Così era arrivato ad averne quattro.
(Traduzione: Vincenzo Mantovani)

Print Friendly, PDF & Email

Translate »