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La lotta al Covid: omaggio agli infermieri del fotografo Sestini Cultura

Firenze – Cronache dalla tragedia. Un racconto per immagini dall’ospedale di Santa Maria Nuova, nel cuore di Firenze, dove i protagonisti sono gli infermieri. Coloro che hanno lottato, in prima linea, senza tregua, con il nemico mortale.

All’interno della struttura ospedaliera una mostra di Massimo Sestini ripercorre i giorni più difficili, grazie alle foto del grande reporter, realizzate in cinque giorni e cinque notti tra i reparti. Appena inaugurata, l’esposizione, dal titolo “Indispensabili infermieri” è allestita nel corridoio che si affaccia sul Chiostro della Magnolia, dove resterà aperta, solo per i sanitari, i pazienti e gli utenti dell’ospedale, fino a dicembre 2020, mentre la versione digitale, proiettata nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, è visibile al grande pubblico fino al 5 luglio.

 

Massimo Sestini, vincitore del World Press Photo nel 2015, in 34 emozionanti stampe fotografiche di grandi dimensioni ha saputo raccontare il dramma dell’emergenza pandemica attraverso gli occhi degli infermieri, angeli salvifici degli sfortunati affetti da covid-19. Una fotocronaca dalla parte di chi cura, cercando di salvare vite umane, storie uniche e irripetibili. Le 17 foto iniziali svelano la quotidianità dei gesti degli infermieri per assistere gli ammalati, dalle sale operatorie ai reparti, compresi i Covid. Una di queste immagini illustra il manifesto, è il ritratto di un’infermiera, con tuta e visiera di protezione, che stringe la mano di un paziente. Nella seconda sezione, realizzata in una sala di posa, sono ritratti su sfondo nero due gruppi di infermieri con la protezione della mascherina. La mostra si conclude con 15 ritratti individuali. Senza nessuna didascalia. Parlano le immagini.

I pazienti li chiamano angeli – afferma il celebre fotografo – ma stando assieme a loro mi sono reso conto che gli infermieri sono eroi, al pari dei medici. Rischiano e sono sempre in prima linea, nelle sale chirurgiche come in corsia a preparare un letto. Per me è stato un grande onore raccontarli, sullo sfondo di un dramma globale come quello del Coronavirus”.

Per la qualità del documento e il suo intrinseco significato umano ma anche per il legame strettamente connesso a Firenze, le immagini, in versione digitale sono proiettate sulle pareti della Sala D’Arme di Palazzo Vecchio, che riapre al pubblico in questa occasione.  Le proiezioni sono realizzate in coproduzione con il Comune di Firenze e ad ingresso gratuito.

L’esposizione è nata dalla volontà della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus per documentare il lavoro del personale infermieristico in occasione dei 732 anni della struttura fondata da Folco Portinari, il banchiere padre di Beatrice, la ‘musa’ di Dante Alighieri, la più antica al mondo ancora attiva. È dalla fine del Duecento, che un piccolo gruppo di suore Oblate iniziarono, e continuano tutt’oggi, a curare nella corsia femminile. A loro si ispirò Florence Nightingale, fondatrice della professione infermieristica moderna che nacque a Firenze esattamente 200 anni fa.

Gli infermieri sono stati magnifici nella gestione dell’emergenza Covid. – commenta Giancarlo Landini, presidente della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus – Hanno lavorato fianco a fianco, insieme ai medici di diverse specialità, gestendo un aumento impressionante di polmoniti e insufficienze respiratorie. Il nostro ospedale, in questi mesi, si è trasformato in una grande terapia subintensiva. Tutti hanno fatto enormi sacrifici”.

La mostra è corredata da un libro “Indispensabili” in vendita nelle librerie, sul sito dell’editore Centro Di, e nei bookshop dell’Ospedale Santa Maria Nuova e di Palazzo Vecchio. Una parte del ricavato sarà devoluto in beneficenza alla Fondazione Santa Maria Nuova Onlus.

Massimo Sestini
, nato a Prato nel 1963, è un apprezzato fotoreporter internazionale. In oltre 40 anni di attività, Sestini ha raccontato i grandi fatti di cronaca e di costume, i protagonisti della politica e della società, e gli eventi più drammatici dell’attualità.

L’ospedale di Santa Maria Nuova è aperto dal 23 giugno 1288. Considerato il più antico ospedale al mondo ancora in funzione nel luogo in cui è stato fondato, ha una grande storia che l’accompagna nel corso dei secoli. Nei suoi sotterranei Leonardo Da Vinci effettuò numerose dissezioni anatomiche. Qui, nel 1783 venne redatto il celebre “Regolamento” dell’ospedale che per il suo contenuto è diventato un modello per la stesura di numerosi regolamenti ospedalieri in Italia e all’estero.

 

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