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La lunga estate di Pontassieve ricca di eventi Notizie dalla toscana

Pontassieve – Un’estate all’insegna degli eventi, il Comune di Pontassieve torna a far vivere gli spazi pubblici, tra musica, incontri, letteratura e cinema, con tanti ospiti. “Abbiamo voluto dare la possibilità ai nostri cittadini, e non solo a loro, di fruire degli spazi del nostro territorio in questi mesi estivi, in una fase che ci vede ricominciare a condividere esperienze, recuperare la socialità che la pandemia aveva congelata.” – dice il vicesindaco con delega alle politiche culturali e alla promozione della lettura Carlo Boni, che continua: “Crediamo, l’ho detto più volte, che dalla cultura si debba ripartire per ridare fiducia alle persone e ricucire il tessuto sociale. Grazie a un grande lavoro di dipendenti, operatori e sostegno da parte di diversi soggetti del territorio, abbiamo messo su un programma che ci rende orgogliosi e che speriamo contribuisca a far tornare a vivere Pontassieve e a farla conoscere”.

La lunga e ricca estate di Pontassieve, realizzata con il contributo della Fondazione CR Firenze, comincia venerdì 18 e sabato 19 giugno con il Festival Pontassieve dei Lettori, appuntamento che segna anche l’avvio del progetto “La Città dei Lettori”, la manifestazione dedicata al libro e alla letteratura, ideata e curata dall’Associazione Culturale Wimbledon, con la direzione di Gabriele Ametrano, la collaborazione e il contributo di Fondazione CR Firenze e Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron e il supporto di Unicoop Firenze e IED – Istituto Europeo del Design. Pontassieve è il primo dei nove comuni toscani ad ospitare alcuni dei protagonisti della letteratura italiana contemporanea, con una due giorni che porta in piazza Vittorio Emanuele II appuntamenti per i bambini, visite per conoscere Pontassieve e poi Massimo Carlotto, Franco Arminio, Francesca Melandri e Laura Imai Messina.

A luglio, poi torna – sempre in piazza Vittorio Emanuele II, cuore del paese – Piazza dei Popoli, il festival ideato e organizzato dal Comune per portare, nella piazza principale del paese, le grandi tematiche internazionali, paesi e popoli lontani la cui storia, spesso costellata di conflitti e contraddizioni si vuol far conoscere. Lo scorso anno, dopo aver portato sul palco, nelle precedenti edizioni, i Paesi del mondo arabo, dei Balcani e del centro Africa, Piazza dei Popoli ha subito una battuta d’arresto per le restrizioni anti Covid e quest’anno torna con una formula rinnovata, nel pieno rispetto delle normative vigenti e delle misure restrittive dovute alla pandemia.

Protagonisti di questa edizione, che si terrà dal 6 al 9 luglio, in Piazza Vittorio Emanuele II, davanti al Palazzo Comunale, saranno due paesi simbolo dell’America Latina: Messico e Cuba, due Paesi le cui storie hanno proceduto per lunghi tratti parallele, due paesi consegnati alla Storia dalle Rivoluzioni che li hanno attraversati e che li hanno resi simboli della lotta alle ingiustizie e alla necessità di mobilitarsi per i diritti dei più deboli.

Tra i tanti eventi in programma: il film di T.G. Herrington e Danny Clinch “A TUBA TO CUBA”, presentato da Leonardo D’Amico, etnomusicologo e direttore artistico del festival del Film Etnomusicale Immagini e Suoni dal Mondo, intervistato dalla critica cinematografica Caterina Liverani; lo spettacolo di improvvisazione poetica di David Riondino e lo scrittore e poetaAlexis Díaz Pimienta, direttore del Centro di Sperimentazione Letteraria di Cuba; il giornalista Federico Mastrogiovanni, la documentarista Fiorella Cappelli, lo scrittore Alessandro Zarlatti e, da Propaganda Live, Diego Bianchi e Lucia Magi.

E poi concerti e spettacoli di danza contemporanea. E dopo Piazza dei Popoli, sarà la volta di un altro appuntamento ormai classico dell’estate pontassievese: “Apriti Cielo”, la 18esima edizione del festival internazionale di teatro per ragazzi ideato e realizzato da Gaetano Carducci, direttore artistico e responsabile della Scuola di teatro comunale. Con Apriti cielo, dal 14 al 18 luglio tornano ai giardini del Fossato, compagnie teatrali internazionali: ad aprire questa cinque giorni, sarà lo spettacolo Light body, del gruppo keniano Asante Kenya Acrobats, mentre la chiusura sarà affidata a Il sogno nel castello, della Compagnia bergamasca Teatrodaccapo.

Il 25 luglio, ancora una volta in piazza Vittorio Emanuele II, ci sarà anche la prima “Pastasciutta Antifascista” di Pontassieve, organizzata dall’Amministrazione con Anpie L’Officina Caffè Bistrot. Quella della pastasciutta antifascista è una tradizione legata alla pastasciutta che a Campegine, la famiglia Cervi distribuì gratuitamente alla gente del paese per celebrare la destituzione di Mussolini il 25 luglio 1943. In quell’occasione, la piazza sarà il palcoscenico per il musical teatrale di Moreno Ciandri e la Carovana della Memoria “Il giorno di Nada”, dedicato a Nada Giorgi, la “ragazza di Bube”.

Luglio e agosto vedranno eventi anche nelle frazioni, con il consueto appuntamento con Cinema sotto le stelle e nelle Fattorie del territorio dove, grazie al contributo di BCC – Banca di Credito Cooperativo di Pontassieve e Consorzio Chianti Rufina, prenderà vita la seconda edizione di Jazz in Fattoria, il festival ideato e diretto dal Maestro Franco Baggiani e organizzato dall’Unione dei Comuni Valdarno e Valdisieve, che porterà il grande jazz nelle suggestive tenute vitivinicole del territorio, con aperitivi e degustazioni.

Ai primi di settembre, ancora, nello spazio de Le Muratine (piazza Vittorio Emanuele II) arriva il festival teatrale “Utopia del buongusto”, con la direzione artistica di Andrea Kaemmerle e il suo spettacolo tratto da “L’aiuto becchino”, libro di Giacomo De Bastiani, direttore del Centro di Documentazione Audiovisiva del Comune, recentemente pubblicato in Germania e presentato alla Fiera del Libro di Francoforte. A settembre riaprirà anche “Pontassieve in arte” nella Sala delle Colonne, con una mostra dedicata a Gianfranco Ferroni e curata da Antonio Natali e Adriano Bimbi (realizzata grazie alla collaborazione del gallerista Arialdo Ceribelli, collezionista e curatore dell’Archivio Gianfranco Ferroni) nel ventesimo anno dalla morte dell’artista, tra i più illustri pittori figurativi italiani del dopoguerra, maestro dell’acquaforte.

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