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La marcia di Radetzky Rubriche

Egli era sloveno. Sipolje, nome del villaggio di cui era originario, divenne il suo titolo nobiliare. La sorte lo aveva destinato ad una azione straordinaria. Ma egli si affannò perché nei tempi successivi se ne perdesse il ricordo.
Nella battaglia di Solferino, egli aveva, nella sua qualità di luogotenente di fanteria, il comando d'un plotone. La mischia durava già da mezz'ora. Egli stava a tre passi di distanza dalle candide uniformi dei suoi soldati. La prima fila del plotone combatteva in ginocchio, la seconda in piedi. Tutti i soldati erano allegri e sicuri della vittoria. Essi avevano mangiato bene ed avevano bevuto acquavite a spese e a buon pro dell'imperatore, che fin dal giorno prima si trovava sul campo.

(Traduzione: R. Poggioli)

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