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La mia vita è uno zoo – Vita bizzarra di una famiglia come tante Cinema

A sei mesi dalla morte della moglie, Benjamin Mee è un uomo perso. Ritrovatosi a fare il padre a tempo pieno ad una adorabile bambina, troppo matura per la sua età, e ad un figlio in piena crisi adolescenziale, la sua vita ha bisogno di un nuovo inizio. Lasciato il suo lavoro come cronista d'assalto, decide di comprare uno Zoo per salvare gli animali che rischiano di essere abbattuti e rendere felice la figlia. Ma iniziare un'avventura non è sempre facile e davanti a lui si presenteranno numerose difficoltà difficili da affrontare da solo. Ma la famiglia e il ricordo della moglie gli saranno sempre accanto e lo aiuteranno a continuare questo sogno.

Ritorna, dopo sei anni di assenza dietro la macchina da presa, Cameron Crowe con un dramma, mascherato da commedia, sulle difficoltà della vita e su come i sogni possano unire nuovamente una famiglia. Tratto dalla vera storia di Benjamin Mee e dal libro da lui scritto la pellicola racconta di come il bizzarro acquisto di uno zoo (infatti il titolo originale “We bought a Zoo” si traduce in “abbiamo comprato uno zoo”) cambi la vita del protagonista facendole prendere una nuova incredibile svolta.
Le difficoltà di gestione di uno zoo si trasformano così nel modo di confrontarsi con le difficoltà quotidiane che affliggono tutti noi: dalla paura di lanciarsi in delle nuove esperienze che siano esse il cambiare casa o l'innamorarsi, fino alle più classiche tematiche familiari, dalle difficoltà dell'adolescenza e dei primi amori, fino al tema del lutto e della sua accettazione.

Proprio il tema del lutto e della morte sono centrali in questo bellissimo film, come anche nella precedente opera del regista, “Elizabethtown”. Crowe continua così la sua analisi del tema della morte, là del padre, e qui del coniuge, raggiungendo alcuni momenti di forte commozione, forse un po' scorretti ma comunque molto toccanti. Grazie al sapiente uso delle immagini e della musica – composta per l'occasione dal leader dei Sigur Ross  Jon Thor Bigisson- il regista riesce a toccare corde molto sensibili dell'animo umano, ricordandoci come una semplice fotografia possa aiutarci a ricordare i momenti più belli della vita.
Il rapporto con una tigre malata ricorderà a Benjamin, e a tutti noi, che anche se è dura, anche se è terribilmente difficile, bisogna lasciare andare le persone, senza necessariamente dimenticarle. Perché alla fine si deve ricominciare a vivere, anche se quando muore una persona a noi vicina, sembra che muoia anche una parte di noi. Questo ci vuole ricordare il regista con il suo bel film, lasciare andare e ricominciare. Non è mai troppo tardi per vivere pienamente la propria vita, e farlo non significa tradire il passato.

Insomma, questo ex-giornalista della rivista musicale Rolling Stone, la cui esperienza è raccontata nel film “Quasi famosi”, è tornato alla grande con un film molto divertente che mischia sapientemente dramma e commedia riuscendo a stemperare temi molto difficili con una leggerezza, da non confondersi con superficialità, tipica del regista. Accompagnato da una splendida scrittura, marchio di fabbrica del regista che ha sempre firmato le sceneggiature dei suoi film, e da delle buone prove d'attore, su tutte quelle dei tre giovani attori (Elle Fanning, Colin Ford e la piccola Maggie Elizabeth Jones), “La mia vita è uno zoo” si presenta come una gradita sorpresa. Un piccolo gioiello di dialoghi veri e spontanei, che racconta di come 20 secondi di coraggio possano davvero cambiarti la vita.

Regia: Cameron Crowe
Sceneggiatura: Cameron Crowe, Aline Borsh McKenna (da un racconto di Benjamin Mee)
Genere: Drammatico
Nazione: USA
Durata: 124'
Interpreti: Matt Damon, Scarlett Johansson, Thomas Haden Church, Colin Ford, Maggie Elizabeth Jones, Angus Macfadyen, Elle Fanning, Patrick Fugit, John Michael Higgins, Carla Gallo
Fotografia: Rodrigo Prieeto
Montaggio: Mark Livolsi
Produttore:  Ilona Herzberg, Michelle Panek, Julie Yorn, Rick Yorn, Cameron Crowe

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