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La musica perduta degli Etruschi Notizie dalla toscana

Continuano gli appuntamenti con “La musica perduta”, un progetto della Rete museale della Provincia di Grosseto, che prevede un programma di incontri nei quali si intrecciano discussione scientifica, performance musicale, proiezione di immagini e lettura espressiva di testi, che trasmettono al pubblico l’emozione di riscoprire antichi suoni perduti nel tempo.
Dopo il grande successo di pubblico riscosso a Massa Marittima, Grosseto e Porto Santo Stefano, la performance è attesa per mercoledì 21 dicembre alla “Polveriera Guzman” di Orbetello e giovedì 22 al museo di Vetulonia. Gli appuntamenti poi proseguono al museo Archeologico di Pitigliano, il 28 dicembre, al museo del Ferro e della Ghisa di Follonica il 29, per concludersi alla Biblioteca Comunale di Castiglione delle Pescaia il 5 gennaio. Tutti gli incontri iniziano alle 17:30.
“La musica perduta degli Etruschi” nasce dall’incontro tra l’etruscologa Simona Rafanelli, direttore scientifico del Museo Archeologico di Vetulonia, con il musicista, Stefano “Cocco” Cantini, sassofonista di fama internazionale e direttore artistico del Grey Cat Jazz Festival. Si tratta di un progetto innovativo, in cui le due professionalità si confrontano sul tema, portando ognuno le proprie competenze. Gli incontri si concludono con la sperimentazione dei suoni antichi secondo quanto suggerito da recenti ricerche.
Si tratta di un vero e proprio tour con date fissate tra dicembre e gennaio che rientrano nel programma “Natale al Museo” realizzato ogni anno dalla Rete museale. Il filo conduttore di ogni incontro è la musica, ma in ogni sede è previsto un approfondimento diverso sui momenti particolari della vita etrusca scanditi dalla musica: lo sport, la caccia, il banchetto, le cerimonie funebri, l’amore.
La musica nel mondo etrusco accompagnava ogni momento della vita pubblica e privata, dalle cerimonie religiose alle gare sportive, dai simposi ai matrimoni, dai riti funebri all’intrattenimento domestico. Ce ne danno notizia le fonti letterarie, l’arte figurativa e gli oggetti rinvenuti negli scavi archeologici, tuttavia queste informazioni non bastano a darci un’idea di come fosse veramente la musica nel passato: oggi sembra scomparsa ogni traccia di questi antichi suoni, quasi fossero andati perduti nel tempo. Studi recenti di archeomusicologia hanno aperto nuovi spiragli sulla comprensione di questo tema, anche attraverso la sperimentazione dei suoni e degli strumenti musicali.
Dopo gli appuntamenti sul territorio grossetano, il 4 febbraio l’evento si sposterà a Firenze nel Museo Archeologico Nazionale. In quell’occasione i testi degli autori antichi saranno interpretati dall’attrice fiorentina Daniela Morozzi. Grazie alla disponibilità del Direttore del Museo, dott.ssa Carlotta Cianferoni, per l’occasione ci sarà l’apertura straordinaria del Museo e al termine dell’incontro una visita guidata alla mostra “Signori di Maremma”.

Per dettagli e informazioni collegarsi al sito della Rete museale provinciale di Grosseto www.museidimaremma.it

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