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La Normale una e pisana? Rossi non ci sta: “Regione non interpellata” Breaking news, Cronaca

Firenze – La Scuola Normale di Pisa rimane a Pisa. E unica. “Al Sud non verrà istituita nessuna sede secondaria, l’università rimane unica e nella nostra città”, si legge nella nota diffusa dal sindaco di Pisa Michele Conti. Una nota che giunge, come precisato dal Comune di Pisa, dopo un incontro fra il primo  cittadino e il deputato leghista Edoardo Ziello, incontro avvenuto stamane a Roma, al ministero dell’Istruzione. .

Ma la decisione annunciata non piace alla Regione Toscana, né nel modo né nel merito. E allora, sempre con una nota, il presidente della Regione Enrico Rossi, fa sapere, nero su bianco, che considera l’incontro avvenuto presso il ministero dell’istruzione alla presenza del sindaco di Pisa “non valido”.

“Al di là delle decisioni prese e comunicate oggi dal sindaco di Pisa – afferma – voglio sottolineare che a quell’incontro non è stata invitata e quindi non era presente la Regione Toscana. La Regione che, faccio notare, è stata impegnata ed è tuttora impegnata nel garantire la presenza e lo sviluppo della Scuola Normale all’interno della città di Pisa e in altri territori della Toscana, anche mettendo a disposizione immobili o collaborando alla realizzazione di strutture, laboratori, edifici e attraverso il finanziamento di progetti di ricerca specifici. Chiedo pertanto con determinazione che l’incontro venga replicato, stavolta prevedendo anche la mia presenza. Riconosco al ministero ogni diritto a discutere con il direttore e ad effettuare le scelte che ritiene opportune, ma non posso accettare che, per ragioni di sintonia politica fra governo e maggioranza del Comune di Pisa, si invitino gli enti locali, senza considerare il ruolo fondamentale che ha la Regione. Ritengo questo un grave sgarbo istituzionale, scriverò in proposito anche al presidente del consiglio e insisterò perché si rimedi al più presto a questa mancanza”.

Quanto alle decisioni annunciate, “Non riesco a capire – aggiunge Rossi – quei politici che esultano presentando la decisione come un buon risultato per Pisa e la Toscana. Come sembra di intuire invece questa decisione significa la perdita di almeno 50 milioni che la Scuola Normale Superiore, da Pisa, avrebbe potuto gestire col suo consueto e tradizionale rigore. Esultare per questo mi sembra illogico, è un “sovranismo” di stenterello”.

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