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“La notte del giudizio”, il coraggio di non uccidere Cinema

Per contrastare la crisi economica e il drammatico aumento della criminalità i “nuovi padri fondatori”, un gruppo di politici saliti al governo degli Stati Uniti, decretano che una volta all'anno ci sia Lo Sfogo, un periodo di 12 ore in cui ogni crimine è permesso e tutte le strutture sanitarie e di polizia vengono chiuse. I risultati sono incredibili e gli Stati Uniti rinascono come superpotenza; il crimine è ai minimi storici mentre la disoccupazione arriva sotto l'1%. I Sandin sono una famiglia benestante che si è arricchita grazie alla paura della gente vendendo sistemi di sicurezza e suscitando l'invidia dei vicini e degli amici. Durante lo sfogo annuale dovranno barricarsi in casa come tutti gli anni ma un gesto di pietà verso un uomo ferito porterà l'intera famiglia in un incubo di 12 ore.

Con una carriera iniziata come sceneggiatore James DeMonaco si è rivelato un autore discontinuo capace di scrivere ottimi thriller come “Il Negoziatore” di F. Gary Gray ma anche delle pellicole alquanto risibili come “Skinwalkers – La notte della luna rossa”. Inoltre ha lavorato con Francis Ford Coppola scrivendo la commedia “Jack” dove Robin Williams interpretava un bambino affetto da una sindrome che lo faceva invecchiare precocemente; e ha tentato di adattare il capolavoro di John Carpenter, “Distretto 13: le brigate della morte”, per il remake di Jean-François Richet. Proprio sul set di quel film conobbe Ethan Hawke con cui girò il suo primo lungometraggio “Staten Island” e con cui si è ricongiunto quest'anno per “La notte del giudizio”.

L'idea di partenza del film è ottima, le 12 ore in cui ogni crimine è concesso, sebbene chi conosca la cinematografia orientale possa già averla vista in un film come “Zebraman 2: Attack on Zebra City” di Takashi Miike, dove ogni notte per 5 minuti chiunque poteva darsi alla più totale violenza nel nome della giustizia. Ma qui il discorso si fa ferocemente politico creando un futuro dove ogni problema, economico e sociale, è stato risolto grazie alla violenza. Lo Sfogo Annuale (in inglese The Purge, l'epurazione) diventa così il modo per la cosiddetta società civile di liberarsi degli istinti animali che la posseggono, ma non solo. Ci si libera soprattutto dei poveri, degli indifesi e delle classi meno agiate poiché sono coloro che non hanno la possibilità economica di rinchiudersi nei loro case per difendersi. Ma come succederà ai Sandin, nemmeno il loro castelli dorati sono impenetrabili e la follia esterna si riverserà in casa loro a causa di un gesto di pietà verso un uomo ferito. Ma la pietà è proprio ciò che la società del film di DeMonaco ha perso. Nella “notte del giudizio” del titolo gruppi di giovani benestanti si ritrovano per andare ad uccidere i poveri e i vagabondi, da loro considerati alla stregua di un infezione, da purificare con la violenza per il beneficio della società tutta. Dall'altro lato si ritrovano i componenti della famiglia Sandin, e in particolare James, il capofamiglia, che devono fare i conti con la decisione di dare un uomo in pasto ai suoi carnefici pur di salvare i propri cari. La società americana al massimo del suo splendore ma nella sua notte più buia si trova così confrontata con la legge della giungla, “uccidere o essere uccisi” e dove per ritrovare la propria umanità si deve trovare il coraggio di non farlo.

Sebbene con alcune incertezze e un didascalismo un po' troppo marcato nella sua parte finale il film di DeMonaco è un grottesco ritratto della moderna società occidentale, e di quella americana in particolare. Una pellicola da guardare con occhio critico pensando al sottotesto sociale piuttosto che ai difetti della narrazione. Perché non siamo troppo lontani da un mondo del genere.

Regia: James DeMonaco
Sceneggiatura: James DeMonaco
Genere: Thriller
Nazione: USA
Durata: 85'
Interpreti: than Hawke, Lena Headey, Max Burkholder, Adelaide Kane, Rhys Wakefield, Tony Oller, Edwin Hodge
Montaggio: Peter Gvozdas
Fotograia: Jacques Jouffret
Produttore: Blumhouse Productions, Platinum Dunes, Universal Pictures, Why Not Productions

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