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La Novella de’ Gatti Rubriche

Quando vo’ sarete all’uscio di casa delle Fate, picchiate ammodo e se loro dicano: – Ficca un dito in nel buco della chiave, – voi ficcateci dietro uno steccolo, che loro ve lo stroncheranno subbito. Aperto l’uscio, le Fate vi meneranno diviato in una stanza, e lì sieduti ci sono tanti gatti, e chi cucinerà, chi filerà, chi farà la calza, e, insomma, ognuno vo’ lo vedrete occupato al su’ lavoro. Voi addoperatevi ad ajtarli insenza invito questi gatti e a fornirgli l’opera. Poi vo’ anderete in cucina e anco lì ci saranno de’ gatti alle loro faccende: ajtategli come quegli altri.Doppo sentirete chiamare il gatto Mammone, e tutti i gatti gli racconteranno quel che vo’ avete fatto per loro. Il Mammone allora vi addomanderà: – Che brami tu da culizione? Pan nero e cipolle, oppuramente, pan bianco e cacio? – E voi arrispondete in nel mumento: – Pan nero e cipolle. – Ma loro all’incontro vi daranno pane bianco e cacio. Poi il Mammone v’inviterà a ascendere su per una scala maravigliosa, tutta di cristallo. Abbadate bene di nun la rompere, e nemmanco sbreccarla un zinzino. In nel piano di sopra scegliete ugni sempre la robba peggio fra quella che vi vorranno regalare le Fate.” –
La Caterina gli ’mprumesse a quel Vecchietto d’ubbidirlo in tutto, e poi lo ringraziò della su’ bontà, gli disse addio e s’avviò più contenta in verso le Fate e lì, doppo picchiato all’uscio, lei si diportò secondo l’ammaestramento, sicchè gli fu aperto e subbito domandò lo staccio alle Fate. Dissano loro: – “Aspetta ora ti si dà. Intanto nentra qui.” – Ed ecco la Caterina vede in nella stanza tanti gatti, che lavoravano a tutto potere. – “Poveri micini!” – scrama. – “Con codeste zampine chi sa mai quante pene vo’ patite! Date qua, gnamo! farò io, farò io.” – E pigliato il lavoro de’ gatti in quattro e quattr’otto lo finì. Poi in cucina rigovernò, spazzò, rimesse a ordine tutti gli attrazzi: la cucina pareva doppo un salotto. Chiamorno allora il Mammone e i gatti miaulando gli dicevano: – “A me ’gli ha cucito.” – “A me ’gli ha fatto la calza.” – “A me ’gli ha rigovernato.” – e accosì raccontorno tutti al Mammone gli ajuti della Caterina, e ’n quel mentre saltavano a balziculi dal gran piacere dappertutta la stanza…….La fiaba continua, venerdì la terza parte

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