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La nuova stagione 2012 del Maggio Musicale Fiorentino Spettacoli

Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ha presentato la prossima stagione 2012. E’ una programmazione senza dubbio intelligente, che tiene conto delle grosse difficoltà economiche, ma bada a rimanere attraente per diversi tipi di pubblico, senza nemmeno sconfessare le proprie tradizioni e ambizioni.
Arricchiranno gli annali Il viaggio a Reims di Rossini e Anna Bolena di Donizetti, due opere importanti del grande repertorio che sono tuttavia mancate finora sul palco del Comunale. Tosca e La traviata sono garanzie per il botteghino: titoli di massima popolarità, per di più in allestimenti già rodati due o tre anni fa nella rassegna promozionale “Recondita armonia”.
Per il Festival del Maggio Musicale vero e proprio, un programma conforme alla storia e fisionomia della manifestazione, sotto l’etichetta colta della Mitteleuropa: apre Il cavaliere della rosa di Richard Strauss, titolo che coniuga piacevolezza e raffinatezza; poi un protagonista dell’avanguardia novecentesca, Béla Bartòk, con la assortita accoppiata Il mandarino meraviglioso (balletto), e Il castello del duca Barbablù (opera); non manca la novità assoluta e di fresca composizione: La metamorfosi di Silvia Colasanti, dal celeberrimo racconto di Kafka. Notevoli le musiche di Hindemith e Schönberg scelte per la danza, mentre avrà la prima esecuzione italiana una composizione da concerto di Wolfgang Rihm, uno dei grandi autori viventi. C’è anche spazio per i sempre richiesti specialisti del barocco, con l’interessante proposta di Israele in Egitto, che è fra i lavori religiosi principali di Handel

Per l’inaugurazione del nuovo Teatro, prevista il 24 novembre 2012, certezze granitiche con Turandot nel fortunatissimo allestimento di Zhang Yimou. Nella programmazione operistica non mancano grandi nomi che alimentano grandi aspettative, e negli spettacoli ad essi più congeniali: citiamo fra i cantanti Bruno De Simone, Angela Denoke, Matthias Goerne, Mariella Devia, per i direttori Roberto Abbado, Daniel Oren, Fabio Biondi, Seiji Ozawa e ovviamente Zubin Mehta, i registi Graham Vick, Eike Gramms, Pier’Alli. Sul fronte dei concerti sarà impegnato lo stesso Mehta, e l’attesa si concentra sul pianoforte di Radu Lupu; possiamo poi scommettere su giovani direttori già sentiti di recente al Comunale: Omer Meir Wellber, Diego Mateusz, Ryan McAdams

Insomma, a dispetto dei tempi magri e incerti, per il prossimo anno il Teatro del Maggio promette, sulla carta, senz’altro bene. Poi si sa, le promesse vanno mantenute. Senza nemmeno però morire per mantenerle.

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