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La pandemia degli animali: tigri a rischio, orsi affamati Cronaca

Parigi  – L’epidemia del coronavirus sta mettendo a dura prova anche gli amanti degli animali, soprattutto se in gioco è la sopravvivenza della specie o quella dei “santuari” nati per preservare la fauna del pianeta.

In India forte è l’apprensione per le tigri, considerata una specie a rischio di estinzione, dopo che un esemplare è morto per Covid 19 nel parco nazionale di Pench, nel centro del paese.  I guardiani del parco si erano accorti che la tigre  non stava bene perché cercava sovente refrigerio in uno stagno. Le cure purtroppo non erano servite a nulla e l’animale era morto per difficoltà respiratorie.

Una morte sospetta che, scrive il New York Times, ha spinto le autorità indiane a mettere sotto stretto controllo  le cinquanta riserve di tigri del paese. Anche perché la notizia che 7 felini , quattro tigri e tre leoni dello zoo del Bronx, a New York, erano risultati positivi al virus,  ha rafforzato la loro determinazione a combattere in ogni modo il pericolo di un contagio nelle riserve.

Il coronavirus  potrebbe rivelarsi molto pericoloso. Non sappiamo come la situazione potrà evolversi, ma dobbiamo prendere tutte le precauzioni” , ha dichiarato lo scienziato Anup Kumar Nayak,  responsabile dell’agenzia per la conservazione delle tigri.  In India vivono i tre quarti della popolazione selvaggia di tigri che, secondo gli ultimi dati, è scesa al di sotto dei tremila esemplari. Per evitare un’epidemia del virus le autorità hanno deciso di ridurre la circolazione nei parchi nazionali o riserve popolati da tigri.

A New York per fortuna, i felini  sono sani e salvi . Erano stati contagiati dal guardiano che si occupava di loro e che era un portatore di virus asintomatico.  “Ora stanno bene, si comportano normalmente  e tossiscono molto meno di prima” assicurano al giardino zoologico del Bronx che è ormai chiuso da giorni al pubblico.

La possibilità che il Covid 19 contagiasse i felini si sapeva da quando alcuni gatti erano risultati positivi al virus. Per il momento i casi sono più che rari dal momento che se ne conoscono al momento solo 16, due a New York, uno in Belgio, uno a Hong Kong e 12 in Cina, a Wuhan, la città da cui è partita l’epidemia.

Le misure di restrizione imposte per circoscrivere il virus stanno anche mettendo a rischio la sopravvivenza di numerose riserve e parchi nazionali in Europa.  La mancanza di visitatori ha già avuto un forte impatto sulle loro finanze rendendo così difficile provvedere al cibo necessario.  In gravi difficoltà si trovano ad esempio il parco romeno Libearty in Transilvania dove vive un centinaio di orsi o quello greco di Mont Vitsi che accoglie 24 orsi  e 12 lupi.

Gli orsi hanno bisogno di  due tonnellate di cibo al giorno, un costo che per noi è oggi fuori dalla nostra portata, ha dichiarato la responsabile del sito romeno, sottolineando come i visitatori rappresentino un terzo del fatturato annuale.  Il “santuario” greco fa intanto sapere che potrà reggere solo  fino a fine aprile. Appelli per la sopravvivenza degli animali si stanno moltiplicando anche da parte di circhi del continente messi a dura prova dalla sospensione dei loro spettacoli  che rischia di prolungarsi ancora a lungo.

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