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La politica nazionale e la crisi dei partiti Opinion leader, Politica

Perché è necessario che questo Governo porti a conclusione il proprio compito, cioè correggere  le storture più significative che oltre un decennio di malgoverno ha provocato al paese. Il Presidente però è andato oltre. Parlando del pericolo rappresentato dai “demagoghi di turno”, che cavalcano l’onda del qualunquismo, ha difeso i partiti che sono insostituibili, anche se devono rinnovarsi se vogliono svolgere correttamente il loro ruolo. Dare cioè  risposte ai problemi che il paese ha di fronte, in un periodo di passaggio storico come quello che stiamo vivendo. Certo se si considerano i vertici dei partiti nazionali troviamo: dirigenti che già  operavano negli anni ’80, quando l’Italia era ancora un paese ad alto sviluppo; componenti della “loggia segreta P2” ed ”eredi del fascismo” responsabili in gran parte dell’attuale situazione etica, sociale e politica  del paese. Al nord ed al sud del paese poi (Piemonte,Lombardo-Veneto  e Sicilia) , troviamo formazioni politiche che dichiarano di operare  in funzione di interessi politici locali ai quali, almeno parte dei dirigenti, non mancano d’ integrare  interessi personali di vario tipo.
Questa classe politica non può avere la fiducia di un paese che in questo ultimo quindicennio è impoverito, con un aumento significativo del divario  economico e sociale fra  le diverse fasce di cittadini. L’Italia,inoltre, è chiamata a  contribuire allo sforzo d’integrazione continentale in una Europa che appare ancora  condizionata da spirito nazionalista. Il ceto politico è vecchio per età, ma soprattutto per cultura  mentalità ed etica. Tende a comportamenti  demagogici , ma soprattutto favorisce la sfiducia dei cittadini. In un periodo di criticità come l’attuale, la scarsa fiducia da parte dei cittadini appare di particolare gravità.
E’ necessario che il governo,gli uomini del governo, siano credibili ed operino con efficacia e correttezza. Infatti se il rigore è ragionevole e convincente, i suoi effetti recessivi possono essere almeno in parte, compensati dalla affidabilità di chi governa. Per conciliare rigore e crescita è necessario che il governo tecnico operi comportandosi  come, in tutti questi anni, i governi del paese non sono riusciti ad operare.

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