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La preghiera di Betori per gli operai della Gkn Cronaca

Firenze – Domani, domenica 18 luglio, durante le celebrazioni liturgiche nelle parrocchie fiorentine sarà letta, su disposizione dell’arcivescovo Cardinal Giuseppe Betori, una preghiera per i lavoratori della Gkn. Lo ha reso noto la stessa Arcidiocesi. Betori, spiega la Curia, “segue con attenzione e preoccupazione la vicenda dei dipendenti della Gkn e delle loro famiglie, ha manifestato la sua preghiera e vicinanza e nei giorni scorsi, a suo nome, si è recato in azienda don Giovanni Momigli, direttore dell’Ufficio dei problemi sociali e lavoro che ha incontrato alcuni lavoratori e rappresentanti sindacali. “La Chiesa fiorentina è vicina a questi lavoratori e a tutti coloro che vivono un momento particolarmente grave per l’occupazione”. Questo il testo della preghiera: “Per gli operai della Gkn di Campi Bisenzio e per tutti coloro che vedono messo a rischio il loro posto di lavoro: ti preghiamo, Signore, perché quanti hanno responsabilità nella vita economica e politica, ricordando queste parole di Papa Francesco: “non esiste peggiore povertà di quella che priva del lavoro e della dignità del lavoro”, operino sempre scelte per il bene comune”.

Intanto continua ad allargarsi il fronte di solidarietà e partecipazione in vista dello sciopero generale metropolitano di quattro ore lunedì 19 luglio con concentramento in piazza Santa Croce alle 9. In piazza ci saranno i gonfaloni di Firenze e della Regione assieme a quelli di altri comuni, sindaci e assessori del comprensorio. Ci sarà anche Matteo Biffoni, sindaco di Prato e presidente di Anci Toscana che ribadisce: “Quello che è accaduto è inaccettabile”. Ieri i sindacati non si sono presentati all’incontro voluto dall’azienda in un albergo fiorentino fuori dal tavolo istituzionale. Un atteggiamento quest’ultimo che aveva mandato letteralmente in bestia sia il Governatore toscano Eugenio Giani che il sindaco metropolitano Dario Nardella e aveva fatto dire parole di fuoco al viceministro Alessandra Todde: “Non mi è mai capitato – aveva affermato livida e tesa in volto – di confrontarmi con l’avvocato dell’azienda e non con il management. Dire che quello di oggi non è un tavolo ufficiale è una gravissima mancanza di rispetto. Questo è un tavolo istituzionale e voi non potete permettervi di comportarvi così di fronte al governo, alla regione, alla città, alle organizzazioni sindacali. Questa non è una crisi industriale, e l’azienda lo sa, ma una vertenza in cui si sta parlando di problemi legati a tematiche finanziarie”.

Todde in visita alla fabbrica aveva anche promesso un secondo tavolo con la dirigenza Gkn. La sensazione però è che per sbloccare la vicenda ci sia bisogno di un intervento diretto e pesante da parte del Governo: magari dallo stesso premier Draghi che gode di grandissima credibilità a livello internazionale per gli anni passati alla guida della Bce.

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