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La prima volta per Tim Internet

Sono mesi che i siti specializzati sparano date a vanvera, “sarà il 5, metà ottobre, fine settembre…” e chi più ne ha più ne metta. Apple, come al solito, zitta zitta, osserva e aspetta. Aspetta fino all’inizio di questa settimana dove, finalmente, spunta il comunicato ufficiale (in realtà è un invito "privato" ai grandi media del settore) . Nei mesi precedenti, oltre a leggere le previsioni su data e luogo, i “giornalisti veggenti” dei vari siti informatici hanno provato, sforzandosi oltre misura, a capire cosa Apple avesse presentato. IPhone 5, 4S, iOS, e di questi 3 una serie di supposizioni su forma, aspetto, caratteristiche e funzioni. Pagine e pagine di mockup fantasiosi, foto rubate di fantomatici prototipi, bisbigli e indiscrezioni provenienti dalla “solita” talpa super-informata (che fino ad ora non ne ha azzeccata una, a dire il vero…), tutte con il solo scopo di dare un senso all’attesa. Un senso quasi illogico chiaramente, perché a questo punto meglio rimanere nell’ignoranza che saturarci la mente di informazioni inutili e confusionarie. Apple dice quando è il caso di dirlo. Apple comunica solo quello che è il caso di comunicare. Il resto sono fantasie.
E infatti, 10 giorni prima, Apple ha ufficializzato l’appuntamento andando a confermare la data che alcuni (tra i tanti) avevano supposto: il 4 Ottobre. Ma siccome laggiù a Cupertino piace giocare al gatto col topo, ecco che Apple inserisce un elemento di “disturbo” che, al solito, ha nuovamente scatenato i veggenti e i super-esperti. L’immagine di presentazione riporta un claim dalla sintassi “sospetta”: Let’s Talk iPhone. Mancano “about” oppure un semplice “the” ed entrambi darebbero un significato molto importante alla frase.
Parliamo di iPhone.
Facciamo parlare iPhone.
Un’esca abilmente studiata e lanciata in un banco di boccaloni. Risultato? 10 giorni di previsioni, di analisi semantiche della frase e delle strategie aziendali, grafici, sondaggi, concorsi, ricchi primi e cotillons. E intanto Apple se la ride…

Alla fine, questo 4 Ottobre, vedremo finalmente il nuovo CEO nel suo ruolo istituzionale, nella sua prima uscita pubblica (in realtà prima come CEO), e vedremo/giudicheremo se la successione è stata azzeccata o meno. Poi sicuramente vedremo il nuovo iPhone 5, e finalmente daremo pace a tutta quella gente che si tortura e si scapicolla pur di prevedere prima di tutti, di azzeccare prima degli altri, di indovinare… Vedremo se esiste o meno questa fantomatica funzione Assistant, verificheremo se Apple ha inserito una cpu più potente e un pool di RAM più ampio. Di certo noi, il nuovo iPhone, inizieremo a vederlo in commercio verso la fine di Ottobre, e tutti quelli che vorranno approfittare dei consueti pacchetti all-inclusive dovranno pazientare ulteriormente.
Infine verificheremo e assisteremo alla conferma che l’iPhone non è più un semplice smartphone, ma un oggetto di culto capace di muovere e scuotere il web come nessun altro apparecchio ha mai fatto. Questo grazie alla capacità del buon Steve Jobs e della sua azienda, veri creatori di oggetti “di culto” e di prodotti dal forte impatto emotivo.

Chissà… magari i lavori di questo incontro li aprirà proprio l’ex CEO, novello presidente di Apple. Facciamo un sondaggio? Scommettiamo? No, meglio di no… sarà più bella la sorpresa.

Maurizio Bonomi – Milano

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