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La protesta dei giovani medici Cronaca

“Non vogliamo credere che un Governo, che si è presentato dicendo ‘Quello che fa bene ai giovani, fa bene al Paese’, voglia far cassa con i soldi delle borse di studio e degli assegni di ricerca, somme che garantiscono il minimo sostentamento per migliaia di giovanissimi ricercatori e medici specializzandi, quasi sempre fuori sede, che  sempre con grande fatica, in questo periodo di crisi, tentano di costruirsi una esistenza indipendente e dignitosa”. Tornano in lotta i medici specializzandi. Lunedì 16 aprile, alle 8, si asterranno dalle attività lavorative e saranno presenti con un presidio all’ingresso principale di Careggi. “Vogliamo esprimere profonda contrarietà e disappunto- dichiara il Comitato degli specializzandi dell’Università degli Studi di Firenze, nato il 12 aprile del 2012, con immediata proclamazione dello stato di agitazione – per l’emendamento approvato in data 4 aprile 2012 dal Senato della Repubblica nel completo silenzio e senza il coinvolgimento delle parti interessate, che sottopone a tassazione le borse di studio”.
L’emendamento, infatti, danneggia gravemente i medici in formazione chiedendo che vengano tassati come lavoratori dipendenti senza conferirgli garanzie e coperture.
“Noi specializzandi- spiega il Comitato- percepiamo un trattamento economico fra i più bassi in Europa, utilizziamo parte importante della borsa di studio per pagare le tasse universitarie, non percepiamo alcuna remunerazione per straordinari, reperibilità e guardie, e lavoriamo circa 12 ore al giorno (60-100 ore settimanali)”. “La nostra remunerazione- continua il Comitato- è di solo 12 mensilità e non abbiamo un contratto di lavoro vero e proprio ma una borsa di studio che si rinnova di anno in anno. Il tentativo di far cassa sulle spalle degli specializzandi è inaccettabile. Il comitato di tutti gli specializzandi di Firenze auspica la modifica in parlamento del suddetto decreto legge, e comunica che gli specializzandi dell'Università di Medicina e Chirurgia di Firenze si asterranno dalle attività lavorative nelle giornate di lunedì, martedì e mercoledì p.v. e aderiranno alla manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 17 Aprile p.v., in accordo con le forme di protesta intraprese a livello nazionale da Federspecializzandi e dal Segretariato Italiano Giovani Medici”
“Se, nonostante le nostre proteste – conclude il Comitato-  il parlamento dovesse approvare tale riforma, gli specializzandi si riservano di adeguarsi ridimensionando la propria attività professionale, non superando le 38 ore settimanali contrattuali, inclusi i turni di guardia, se non adeguatamente corrisposti economicamente”.

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