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La Protezione Civile smentisce l’inabissamento della Concordia Cronaca

Nella giornata di ieri, 13 giugno, sui telegiornali delle reti Mediaset è stato mandato in onda un servizio sul naufragio dell'isola del Giglio in cui si riportava la notizia, definita inedita, che la Costa Concordia era prossima all'inabissamento. Immediatamente ripreso dalla stampa, quello che la Protezione Civile ha definito (in una nota della struttura commissariale per l'emergenza) come "presunto scoop", si è rivelato poi essere una notizia infondata. Il relitto, spiegavano i servizi, si sarebbe inabissato di circa 4 metri a prua e di circa 2 metri a poppa. Questo, ha però precisato oggi, 14 giugno, la Protezione Civile, è un valore superiore di oltre 4 volte rispetto a quello effettivamente misurato dagli esperti del Dipatimento di Scienze della Terra dell'Università di Firenze che hanno curato il monitoraggio dei movimenti del relitto sin dalle prime ore successive al naufragio. "Dalla metà di aprile ad oggi – ha spiegato il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli – non sono state registrate accelerazioni apprezzabili e le velocità di spostamento su tutto lo scafo, laddove strutturalmente apprezzabili, sono state estremamente basse, quantificabili mediamente in qualche millimetro al giorno". Conti alla mano, da quel tragico 13 gennaio la Concordia si è spostata di circa 1,5 metri a prua e 50 centimetri a poppa, mentre sul piano verticale i valori registrati indicherebbero un abbassamento dello scafo di circa 15 centimetri a prua e di un lieve sollevamento della poppa. Il "presunto scoop", chiarisce insomma il comunicato della Protezione Civile, non trova riscontro nella realtà dei fatti. Da capire anche quale ne sia stata la fonte, che alcuni quotidiani indicano come un video girato dai sommozzatori dei carabinieri di Genova.
Tuttavia, se per il momento non vi è il pericolo di un inabissamento del relitto, l'attenzione deve comunque rimanere costante. Un passo in avanti verso la rimozione della Concordia dalle acque del Giglio sembra essere stato fatto oggi con l'arrivo della piattaforma "Micoperi 61". Si tratta di un rettangolo di 40 metri per 28 e con quattro gambe di 47 metri per 1,8 metri di diametro. Le gambe della piattaforma possono essere estese per lavorare ad una profondità di 32 metri e grazie a questo Titan Salvage e Micoperi potrano procedere alla palificazione, la prima fase del recupero del relitto. Entro la fine dell'estate, cioè, la Concordia verrà "bloccata" grazie ad un sistema di pali che l'ancoreranno al fondale e la renderanno più stabile, così da riuscire a fronteggiare il peggioramento delle condizioni meteo-marine inevitabilmente previsto per l'autunno e l'inverno.
Sul fronte dell'inchiesta relativa al naufragio, nella giornata di ieri è stato spiegato che gli urti della Concordia con gli scogli a largo dell'isola del Giglio furono due e non uno come finora si era creduto. Dalle analisi della scatola nera della nave naufragata il 13 gennaio scorso, infatti, sarebbe emerso che in plancia di comando vennero uditi sue forti urti con il fondale, il secondo dei quali sarebbe stato quello con lo scoglio delle Scole che ha causato il naufragio. Gli inquirenti adesso cercheranno di stabilire quale sia stato il comportamento del capitano Schettino nell'intervallo di tempo fra i due impatti. I magistrati della Procura di Grosseto che indagano sul naufragio del 13 gennaio, intanto, hanno acquisito alcuni documenti dalla sede di Costa Crociere. La compagnia di navigazione genovese ha spiegato di aver offerto agli inquirenti la sua disponibilità a collaborare per far procedere al meglio le indagini.

Foto: http://www.giglionews.it

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