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La purezza del Tibet nella pittura di Han Yuchen Cultura

Firenze – Un mondo incontaminato e lontano dall’Europa. Il fascino che emana la quotidianità nella sua forma più genuina. Luce e colore esotici. Questo è il regno della purezza che l’artista cinese Han Yuchen ci sottopone attraverso ventiquattro quadri grandi nell’esposizione che ha aperto i battenti nello spazio espositivo di Palazzo Medici Riccardi, a cura di Cristina Acidini, ideata e promossa da Xiuzhong Zhang.

Nato a Jilin e formatosi all’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino, Han Yuchen conosce la pittura d’inchiostri su carta e della calligrafia secondo l’uso antico. Ha acquisito abilità e conoscenza dell’arte occidentale durante il periodo più tormentato della sua vita. Nonostante il suo talento precoce, circostanze avverse lo hanno tenuto lontano dall’arte, a causa della difficile posizione della famiglia, giudicata “controrivoluzionaria”. È stato imprenditore di successo e deputato del X, XI e XII Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese, e anche membro della China Artists Association.

“Firenze è la culla del Rinascimento, quindi per me è un luogo sacro e come pittore sono molto onorato di fare una mostra personale in questa città d’arte. –  dice  Han Yuchen, mentre il suo volto si illumina – Questa è la mia prima mostra in Italia, la radice della civilizzazione occidentale”.

Nel 2018 ha partecipato ad un’importante rassegna di pittura a olio cinese, curata da Claudio Strinati e ospitata nell’ala Brasini del Complesso del Vittoriano a Roma, presentando Sangzhu al lago sacro, opera del 2011 che sarà esposta anche nella mostra a Palazzo Medici Riccardi.

Nell’occasione Cristina Acidini, storica dell’Arte e  soprintendente dal 2006 al 2014 della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, ora Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, ha concesso una piccola intervista.

Ci racconta questa esperienza con la mostra di Han Yuchen?

“Grazie a un’organizzazione artistica e culturale che è molto vicina all’Accademia delle Arti e del disegno, ho avuto la proposta di collaborare all’esposizione che si tiene a Palazzo Medici Riccardi dell’artista cinese Han Yuchen. È un pittore che, su una base di cultura tipicamente cinese, la pittura ad acquerello, la calligrafia e la poesia abbinata anche all’espressione figurativa ha poi aggiunto, padroneggiandola molto bene, la tecnica occidentale della pittura a olio. Su questa sua tecnica ha potuto contare per realizzare grandi quadri che riguardano in particolare, questa è la scelta che ha fatto per Palazzo Medici Riccardi, la vita e i paesaggi del Tibet. Il Tibet è una regione molto varia, che comprende gli altipiani ma anche le grandi vette; le estati torride e anche gli inverni gelidi. Han Yuchen ha documentato tutto questo andando venti volte a visitare le varie regioni tibetane studiando da vicino e partecipando alla vita della popolazione e ritraendo, in quadri di maestoso formato, ogni momento della loro vita comunitaria o singola. Ci sono immagini di grande potenza, di indubbia sapienza tecnica e montate l’una accanto all’altra ci fanno quasi illudere di compiere come lui un viaggio in questa regione incantata”.

Trova delle similitudini tra l’arte occidentale e l’arte orientale di Han Yuchen?

“L’artista è anche collezionista. Ha un suo museo dove tiene e dispone opere dell’ottocento francese e si capisce che il modello è la pittura impressionista ovvero il disegno della grande tradizione accademica e su questo la pittura corposa e mossa del post-impressionismo. Questa è la sua cifra stilistica. Ma io sono convinta che ampliando, come sta facendo, il suo raggio in Europa e studiando i grandi modelli potrà ancora trovare percorsi nuovi e tutti suoi in quest’arte che ha appreso, ereditando dall’Occidente, una sapienza antica”.

Han Yuchen ha studiato in Oriente?

“La sua formazione è stata quella classica dell’artista cinese, poi lui ha dovuto nella sua vita dedicarsi anche ad altro e soltanto in età matura è potuto tornare alla pittura che esercita sia nella linea tradizionale cinese sia in questa linea occidentale che gli dà la possibilità di esprimersi attraverso una costruzione potente della pennellata e del colore che è assolutamente nelle corde della pittura cinese tradizionale”.

 

La mostra sarà visitabile fino il 28 luglio 2019.
Il regno della purezza
Il Tibet nella pittura di Han Yuchen
a cura di Cristina Acidini
ideazione di Xiuzhong Zhang

Firenze, Palazzo Medici Riccardi
5 – 28 luglio 2019

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