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La raccolta differenziata STAMP - Lavoro Nuovo

Facciamo un piccolo test. Digitando su google la dicitura “laureati in materie umanistiche”, il primo link che salta fuori è relativo a una domanda posta da un utente a proposito del lavoro per i lette-laureati  su un forum di discussione: www.nienteansia.it! Il sito nasce fra il 2006 e il 2007 «dal desiderio dei suoi autori di creare un punto di incontro tra coloro che sono afflitti da problemi di ansia e di stress.» Seguono in ordine link a vari siti che millantano proposte di lavoro a gogò . «Laurea in materie umanistiche? Sei laureato in materie umanistiche e stai cercando lavoro? Oppure sei a pochi esami dalla laurea e vuoi vedere cosa offre il mercato? Consulta le offerte di lavoro in linea con il tuo profilo.»  (http://www.synesisforum.it) Salvo poi cliccare sulle poche offerte di lavoro da parte delle aziende che si sono affidate al mondo della rete e scoprire che necessitano urgentemente di contabili laureati in economia, ingegneri meccanici, chimici.

Nel Bel Paese si lamenta ormai da tempo un presunto surplus di laureati in materie umanistiche, che a ben guardare una qualsiasi tabella di dati Istat risultano essere una percentuale relativamente bassa rispetto ai laureati negli altri compartimenti, compresi quelli scientifici. Eppure da anni ci sentiamo ripetere che c’è bisogno di medici, ingegneri, matematici. Da anni sembra scontata la mancanza di un posto nel mondo per chi, essendosi guardato intorno e avendo apprezzato a tal punto la varietà unica e la grandezza del patrimonio artistico e culturale  italiano abbia scelto di saperne di più e desiderato diventare per mestiere storico, filologo, archeologo, critico letterario, filosofo. Non si può non notare che ci sia qualcosa di profondamente e, perché no eticamente, ingiusto in primis nel solo fatto di giudicare in eccesso il numero  dei laureati, poi nella presunzione di richiederli della categoria che più aggrada al momento storico; il tutto condito dall’ incapacità di offrire e programmare a livello istituzionale delle chance per ognuno di essi.

Eppure c’è una via di uscita. Secondo il rapporto del 2012 sull’Economia delle Regioni condotto dalla Banca d’Italia, i tassi di overeducation e mismatch, rispettivamente di educazione superiore rispetto alle attività lavorative svolte e di diversità di mansione svolta rispetto al percorso di studi effettuato, è molto alto per i laureati del settore umanistico: in Italia, rispettivamente, del 39,2%  e 68,6%. Cifre che non trovano pari negli altri ambiti di studio. Nell’area centrale questi due valori salgono al 42,6% e al 75,6%: le più alte di tutto il paese.

Una nutrita schiera di candidi Kaminski sbarcati in Unione Sovietica. Dunque, niente ansia ragazzi: strano a dirsi, in Italia la differenziata funziona!

Martina Starnini

copyright: http://www.lavoronuovo.org/archives/4484

 

 

 

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