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La Regina Marmotta Rubriche

I fratelli a queste notizie se gli rodeva l’astio e almanaccorno il tradimento di barattargliela l’acqua a Andreino, e dare in scambio a intendere al padre che loro l’avevan trova, e tanto feciano, che gli presan la bottiglia e gli ce ne messan dientro il baule un’altra simile di colore e di grandezza; doppo dichiarorno, che loro pure volevan tornarsene a casa in compagnia delle spose. Dunque, tutti assieme, con bon vento, in pochi giorni furno in Spagna dal Re Massimiliano, e l’allegrezze che accaderno non le starò nemmanco a descrivere: gli abbracciari e i baci gragnolavano da tutte le parti, che parevan matti tutti quanti. Ma passata la prima furia, finalmente disse il Re: – “ Chi di voi ha uto più fortuna?” – Gugliermo e Giovanni stiedano zitti e rispondette soltanto Andreino: – “ Caro padre, la più fortuna mi pare che l’ho uta io, perchè ho ritrovo i fratelli spersi e gli ho rimeni a casa; son’ito dalla Regina Marmotta e i’ ho preso l’acqua per guarirvi; e di più ho con me un altro segreto maraviglioso da farne subbito la prova.” – Tirò ’n quel mentre fora una mela e la partì nel mezzo, e ne porgette uno spicchio a su’ madre, perchè la mangiassi; e la Regina, a male brighe che l’ebbe ingolla, diviense cieca per l’affatto. Dice Andreino: – “ Nun vi sgomentate, chè con un po’ di quest’acqua vo’ ci rivedete lume, e anco ’l babbo riacquisterà la vista degli occhi accosì.” – Ma fu tutto inutile; l’acqua della bottiglia di Andreino non era quella bona, e a lui nun gli rinuscì farlo il miracolo, sicchè doppo aver tempestato un bel pezzo, la mamma piagneva, il babbo s’arrabbiava e lui era sgomento, e nun sapeva raccapezzarsi di questo caso; i fratelli però saltorno su a un tratto e dissano: – “ Quest’accade, perchè l’acqua della Regina Marmotta s’è trova noi e no lui; e deccola qui.” – E avendo loro bagnato gli occhi del padre e della madre con l’acqua vera della Regina Marmotta, gli occhi a que’ du’ vecchi gli arritornorno a vederci come prima.
I’ nun starò nemmeno a raccontarlo tutto il buggianchío che nascette: Andreino gli urlava contro a’ fratelli, chiamandogli birboni e traditori; i fratelli perfidiavano a farlo apparire per un bugiardo; e siccome in nel leticare e per la gran rabbia lui perdette il filo delle ragioni, il Re Massimiliano imbrogliato finì con credere alle parole di Gugliermo, di Giovanni e delle su’ spose, e diede il barbaro comando che Andreino fuss’ ammazzato insenza misericordia. Chiamò dunque du’ soldati e gli disse: – “ Menate questo figliolo ’ngrato dientro la macchia e che sia morto, e per prova voglio che mi riportiate il su’ core. Pena la testa, se vo’ nun ubbidite.” – I soldati presano ’n mezzo Andreino e lo legorno, e il misero giovanotto in quel mentre che partiva per il su’ destino, scramò: – “ Padre mio, vo’ siete ’ngannato, perchè i’ sono innocente; ma presto vo’ averete a pentirvene della mi’ morte.” – Dice il Re: – “ Chètati, sfacciato! Te che avevi il core di accecare insino tu’ madre, scambio di guarir me, come prutendevi. Vattene, iniquo, e che nun ti vegga più qui.” – Bisognò che Andreino i soldati lo tracinassin via e lo menorno in una macchia folta lontana molte miglia dalla città; ma quando furno lì, volse lui prima d’essere ammazzato raccontargli tutta la storia del su’ viaggio a’ soldati, e finì con persuadergli, che proprio su’ padre l’aveva ingiustamente condannato a morte per tradimento degli altri fratelli. Dice: “Lassatemi la vita, e vi giuro che i’ nun ritornerò più mai al mi’ paese.” – I soldati la cancugnavano tra la paura di perdere la testa e la brama di non verciare il sangue d’un poero innocente; finalmente domandò uno di loro: – “ Che si fa?” – Arrisponde quell’altro: – “ Se lui propio c’imprumette che nun ci scopre e che va via di questo paese, è più meglio contentarlo, e insennò s’ammazza.” – “ Sì sì, ve lo ’mprumetto con ugni spergiuro, ch’ i’ nun vi scoprirò e che me n’anderò tanto lontano, che nimo saperà mai dov’ i’ sono,” – disse Andreino; sicchè i soldati lo slegorno, e lui se ne partì sospirando e piagnendo. Allora i soldati comprorno un majale da un contadino, e cavatogli il core, lo dettano al Re e gli fecian credere che quello ’gli era il core del su’ figliolo Andreino…...La fiaba continua, domenica 4 la settima parte

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