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La Regione “scarica” la Partecipazione Breaking news, Cronaca

Firenze – La legge regionale 46/2013, che istituisce l’Autorità per la Partecipazione, il procedimento del dibattito pubblico regionale e, ovviamente, gli stanziamenti per i processi partecipativi locali, naviga in cattive acque. E’ dalla stessa Regione Toscana, per la precisione dal consiglio regionale all’Ufficio di Presidenza, che arrivano gli ultimi “colpi bassi”, come qualcuno sostiene. Anzi, fra tagli ai fondi e ultime decisioni dell’Ufficio di Presidenza (che ha anche deciso di sospendere, in attesa dell’incontro fra i membri dell’UP e quelli dell’AP, l’effettuazione di spese non impegnate attualmente o prenotate con decreto) si può azzardare forse un verdetto di “morte clinica” dell’istituto partecipativo.

Eppure, la decisione di mettere in piedi il percorso partecipativo era stato non solo salutato con particolare entusiasmo dalla Regione Toscana, ma aveva anche contribuito a rendere nazionale l’immagine di una Regione al passo con i tempi, capace di comprendere che senza la partecipazione del territorio al governo, difficilmente le decisioni possono essere prese senza sollevare ostilità, distacco nel migliore dei casi, o rancore nelle comunità che si contraffacciano con gli enti territoriali. Insomma, se da un lato il ruolo dell’Autorità per la Partecipazione veniva salutato come un grande passo avanti nella soluzione dei conflitti e nello stemperamento della rivalità governanti-governati, dall’altro sembra davvero che, a parte l’iniziale fiammata, il destino dell’istituto sia stato quello di un lento soffocamento fino alle ultime, decisive battute. Vicenda del tutto diversa da come si è sviluppata in Emilia Romagna e in Puglia, dove, a una partenza in sordina, è corrisposto via via un gettito sempre maggiore di finanziamenti e un’importanza sociale e politica sempre più accentuata negli anni.

Tirando le fila, l’ultima decisione dell’Ufficio di Presidenza nei riguardi dell’AP sembra davvero l’ultimo trattino di una serie di passaggi che si sono andati sviluppando sin dal 2014, e che ha visto, specialmente negli ultimi mesi, un’accelerazione. Infilando le maglie sul ferro, un segnale di svolta nell’intera vicenda è senz’altro giunto quando venne bloccato sine die dalla Giunta regionale il Dibattito Pubblico di Signa, dal momento che, come scritto su queste pagine, la volontà di fare l’aeroporto aveva (ha) ridotto le ipotesi progettuali per il ponte sull’Arno a una, e una sola (https://www.stamptoscana.it/ponte-sullarno-parte-il-dibattito-pubblico-ma-lopzione-del-tracciato-e-una/).

Un altro segnale importante del “calo” di interesse per la partecipazione pubblica, è senz’altro il nuovo taglio previsto dalla Regione alle risorse assegnate all’AP. Basti pensare che si è passati dai 700mila euro del 2014 ai circa 330mila del 2018. Una progressiva riduzione di ossigeno e quindi di “fattibilità” dei progetti che è stato anche rafforzato dalla decisione, presa all’unanimità nella seduta del 6 marzo scorso dell’Ufficio di Presidenza, di sospendere gli impegni dell’AP non ancora registrati formalmente. Con quella che suona come una sorta di beffa, almeno a livello formale: infatti, i membri dell’Ap sembrerebbe che siano stati convocati dall’Ufficio di Presidenza per il confronto sui tagli … il 20 marzo, vale a dire, il giorno dopo la scadenza della carica. Una data di convocazione che tuttavia ancora risulterebbe solo ufficiosa, forse frutto di uno “svarione” non voluto, forse di disattenzione.

Rebus sic stantibus, sembra davvero che i membri dell’Autorità per la Partecipazione non si presenteranno alla convocazione (tra l’altro, a che titolo, essendo comunque non più in carica, se fosse attendibile la voce che vorrebbe la convocazione il 20 marzo?…) ma abbiano rilanciato: lunedì 18 marzo, dalle 10.30 alle 13, hanno infatti convocato, nella Sala delle Feste in Regione, via Cavour 4, un’ultima assemblea in cui presenteranno conti e bilanci, le valutazioni partecipative raccolte nell’ultimo anno, le proposte per la legge eventuale, e l’entità del progressivo disinvestimento regionale di questi anni. Un evento che comunque, in altra sede e con altro significato, era stato già previsto e organizzato (per la precisione a Campi). Naturalmente, sono stati invitati sia il Presidente del consiglio Eugenio Giani che tutti i consiglieri.


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