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La Regione Toscana si riorganizza: risparmierà oltre 2 milioni Politica

Firenze – Il processo di riorganizzazione dell’ente Regioneannunciato e scritto a marzo, volge al termine: entrerà in vigore il prossimo 1 agosto. Coinvolge le direzioni generali (soppresse 7 direzioni generali su 8, quindi un solo direttore generale, da 170mila euro l’anno) e la dirigenza (create 13 direzioni  con direttori da 130mila euro l’anno, cancellato il premio su risultati positivi e rimozione in caso di risultati negativi).  Nel frattempo si stanno riorganizzando anche le segreterie politiche dei nuovi assessori e della presidenza della seconda Giunta di Enrico Rossi: gli stipendi dei responsabili passano da 3 cifre a 2 cifre. Arrivano poi i consiglieri del presidente della Giunta per quelle materie che Rossi ha portato a se nel formare la nuova Giunta, con retribuzioni grossomodo la metà di quelle dei dirigenti regionali. La Regione annuncia un risparmio di oltre 2 milioni che spenderà a beneficio di welfare e cultura.

Una riorganizzazoone che farà risparmiare alle casse regionali oltre 2 milioni e 100 mila euro rispetto al 2009 e 1 milione e 750 mila euro nel confronto con il 2014, risorse che saranno utilizzate, assieme ad altre – sottolinea il presidente della Toscana, Enrico Rossi – per il mantenimento delle politiche sociali e della cultura“. E’ quanto fa sapere  la Regione Toscana in una nota spiegando l’operazione: “taglio di parte degli ‘esterni’ nelle segreterie di assessori e presidente,  un direttore generale invece degli 8 della precedente legislatura (uno alla Direzione Presidenza e 7 ad altrettante Direzioni generali), 13 nuove direzioni con altrettanti direttori, con l’aggiunta di uno a scadenza fino alla fine del 2015, e 14 dirigenti di aree di coordinamento. 14 figure invece di 22, con un risparmio a regime di quasi 1 milione e 200 mila euro l’anno, compresi gli oneri riflessi che sono i contributi direttamente a carico del datore di lavoro, gli oneri assicurativi ed altri istituti che complessivamente pesano il 35%, in aggiunta, su ogni stipendio.

Le 7 Direzioni generali soppresse, assumendo che la direzione generale alla Presidenza è rimpiazzata da una direzione  generale alla Giunta regionale: Avvocatura, Organizzazione, Competitività del sistema regionale e sviluppo delle competenze, Diritti di cittadinanza e coesione sociale, Governo del Territorio, Politiche ambientali, energia e cambiamenti climatici, Politiche mobilità, infrastrutture e trasporto pubblico.

L’unico direttore generale sarà quello della Giunta regionale, gerarchicamente sovraordinato rispetto agli altri direttori e dunque con maggiori responsabilità, avrà uno stipendio annuo (lordo, al netto degli oneri riflessi) di 170 mila euro, meno di posizioni di pari livello in altre amministrazioni. La metà se ne andrà in tasse.

Le nuove 13 Direzioni che assorbono le precedenti direzioni generali: Avvocatura, Affari legislativi, giuridici e istituzionali, Programmazione e il bilancio, Organizzazione e i sistemi informativi, Diritti di cittadinanza e coesione sociale, Agricoltura e lo sviluppo rurale, Ambiente e energia, Difesa del suolo e la protezione civile, Politiche per la mobilità, infrastrutture e trasporto pubblico, Urbanistica e le politiche abitative, Attività produttive, Cultura e ricerca, Istruzione e formazione.
Una 14° Direzione è a tempo: avrà l’incarico di seguire la gara unica per il trasporto pubblico locale, e sarà cancellata dopo l’affidamento dei servizi e comunque entro il 31 dicembre 2015.
Il compenso dei 13 direttori è stato fissato in 130 mila euro l’anno ciascuno (120 mila per la direzione a termine per la gara sul Tpl) contro i 127 e 162 mila euro che potevano essere pagati fino ad oggi.

“Si tratta di stipendi inferiori – precisa la Regione – e in qualche caso anche di parecchio, rispetto agli omologhi di Regioni come Emilia Romagna, Veneto, Piemonte e Lombardia“.

Cancellato il bonus sui risultati, rimane la valutazione
Scompare inoltre la quota di compenso correlato ai risultati conseguiti. I direttori continueranno ad essere valutati rispetti agli obiettivi annuali assegnati, ma il lavoro svolto bene non comporterà alcun premio. In caso di valutazione negativa decadranno invece dall’incarico.

Cosa cambia nelle segreterie politiche. “Riduzione dei compensi dei responsabili delle strutture politiche, con l’eliminazione anche dell’indennità annua  e riduzione del personale che potrà essere preso non tra i dipendenti a tempo indeterminato della Regione: solo 1 su 4 degli addetti di ciascuna segreteria, responsabile della struttura a parte”. Sono le novità della riorganizzazione sul fronte delle segreterie politiche.
I tetti fissati prevedono un massimo di cinque addetti per la segreteria del presidente (un responsabile, tre dipendenti reclutati all’interno e un’eventuale esterno) a cui si aggiunge, sempre per il presidente, uno staff di 20 persone per l’ufficio di Gabinetto, ovvero il responsabile, il portavoce e 18 dipendenti. Di questi solo 9 potranno essere presi dall’esterno a tempo determinato.
Lo stipendio del responsabile dell’ufficio di gabinetto, ridotto come gli altri, sarà pari a poco meno di 94 mila euro l’anno. Fino ad oggi poteva arrivare, con il premio di risultato, a 120 mila euro.
5 è il tetto per gli addetti alle segreterie degli 8 assessori: 1 responsabile, 3 addetti obbligatoriamente ‘interni’ ed uno eventualmente reclutato al di fuori del ruolo dei dipendenti della Regione. I numeri non sono diversi dagli attuali, ma gli esterni sono le metà.
Il portavoce e i responsabili delle segreterie (del presidente o degli assessori) avranno un compenso di circa 87 mila euro l’anno contro i 107 mila euro teorici fino a maggio scorso.

I consiglieri del presidente. Sono figure, esterne esperte in tematiche specifiche e con esperienza di politiche regionalile, le quali, a fronte delle deleghe mantenute dal presidente Enrico Rossi, andranno a rafforzare lo staff dell’ufficio di Gabinetto. “Al massimo potranno essere sei, con uno stipendio compreso tra 47 e 59 mila euro l’anno. Il primo dei consiglieri è già stato nominato ed è l’ex assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini, che si occuperà di lavoro.
“Tutto questo non comporterà però una maggiore spesa – assicura la Regione nella nota – . Nel 2009 il costo dei tempi determinati in Regione Toscana ammontava ad oltre 5 milioni di euro: di questi 3 milioni e 264 mila rappresentavano il costo dei tempi determinati a supporto delle segreterie di presidenti e assessori, oneri riflessi compresi. Nel 2014 la spesa sostenuta è stata di 2 milioni e 879 mila euro. Con il nuovo assetto non potrà essere superiore a 2 milioni e 330 mila euro, 934 mila euro in meno rispetto a sei anni fa e 549 mila euro in confronto alla legislatura appena conclusa. I tempi determinati ‘esterni’ ai dipendenti della Regione diminuiranno anche nel numero: da quaranta che era la dotazione organica massima possibile fino a maggio (e 52 nel 2009) passeranno a non più di ventinove, e non solo per effetto delle riduzione degli assessori e delle rispettive segreterie passati da dieci ad otto.

“La razionalizzazione a cui si appresta la Regione Toscana non riguarda comunque solo le funzioni di vertice
– spiega ancora la nota dell’ente – e le segreterie politiche. Tutta la macchina regionale sarà complessivamente più leggera, a parte la parallela riorganizzazione che riguarda le funzioni e gli uffici delle province. Considerando infatti chi andrà in pensione – nei tempi attesi o in anticipo attraverso i cosiddetti “esuberi” – i dipendenti della Regione saranno a regime, dal 2017 in poi, 261 in meno (34 solo tra i dirigenti): un dipendente in meno su dieci nel comparto e un dirigente in meno su quattro, che rispetto all’inizio della scorsa legislatura si ridurranno quasi della metà. Con un risparmio, sempre solo sui dirigenti, di 5 milioni.

Affitti, più gli incassi della spesa
Si risparmierà anche sui costi di funzionamento, in particolare sugli affitti. La Regione Toscana spenderà infatti nel 2015 meno di quanto incassa. Non è sempre stato così. Non lo era fino all’anno scorso, quando c’è stato il pareggio tra quanto speso per gli affitti e quanto incassato da altri affitti. E’ il frutto di un piano di razionalizzazione messo in atto nel corso della seconda parte della legislatura trascorsa. Se nel 2014 uscite ed entrate hanno fatto pari, nel 2015 – contratti alla mano -, il saldo sarà in attivo di circa 200 mila euro. La Regione spende per i locali in affitto 1 milione e 750 mila euro l’anno. Ne incassa 1 milione e 950 mila euro.

Le cifre del risparmio nella dirigenza nella sintesi della Regione 2009 e 2014  versus 2016, dopo la riorganizzazione della dirigenza

Costo in € (compresi oneri riflessi) delle figure di vertice
nel 2009, 4.315.000
nel 2014   3.714.000
nel 2016 a seguito della riorganizzazione:  – 2.514.000

Posti ricoperti
nel 2009: 23
nel 2014:  22 (8 direttori generali, 14 dirigenti di aree di coordinamento)
nel 2016: – 14 (1 direttore generale della giunta, 13 direttori. Direttore per gara unica Tpl previsto solo fino al 31/12/2015 )

Risparmio
nel 2016 sul 2009: -1,8 milioni
nel 2016 sul 2014: -1,2 milioni

La cifre del risparmio per i tempi determinati nelle segreterie politiche

Costo in € (compresi oneri riflessi)
nel 2009:   – 3.264.000
nel 2014:  – 2.879.000
nel 2016:  – 2.330.000

Dotazioni organiche massime possibili
nel 2009:  – 52
nel 2014:  – 40
nel 2016:  – 30

Risparmio
nel 2016 rispetto al 2009: -934 mila euro
nel 2016 rispetto al 2014: -549 mila euro

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