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La ricerca diventa impresa con tre borse di studio per il marketing Economia

La ricerca deve avere ricadute sul territorio” – ha detto Marco Bellandi presidente Csavri nel presentare il progetto “Ricerca e servizi”. Ricadute che in parte ci sono, ma che vanno rafforzate e implementate. Da qui l’idea di un progetto che prevede l’assegnazione di tre borse di studio a esperti in marketing e sviluppo di progetti di impresa, per facilitare la penetrazione sui mercati dei prodotti e dei servizi erogati dai centri di ricerca dell’ateneo fiorentino.
Presentato stamani alla stampa, “Ricerca è servizi” è  frutto di un protocollo di intesa tra Ente Cassa di Risparmio di Firenze, che ha stanziato 45 mila euro per le tre borse, e due strutture dell’ateneo fiorentino: il Dipartimento di Scienze per l’economia e l’impresa (Disei) e il Centro servizi di Ateneo per la valorizzazione della ricerca e la gestione dell’Incubatore universitario (Csavri).
‘’Questo progetto – ha dichiarato il vicepresidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze Pierluigi Rossi Ferriniè emblematico del ruolo che vogliamo sempre più assumere nelle dinamiche dell’economia cittadina: cioè superare quello di semplice erogatore, che certamente fa parte del nostro dna, per diventare un partner strategico per quelle iniziative che, valorizzando la creatività e l’innovazione, possono a loro volta essere moltiplicatrici di impresa“.

Il progetto “è uno strumento per potenziare le capacità che abbiamo – ha proseguito Bellandi – ed espandere i ritorni sull’Università, con la crescita di competenze, e quelli sul territorio con la creazione di nuove imprese”. Un trasferimento che può avvenire su imprese già costituite ma anche creandone di nuove, nate dalla ricerca e dallo studio di giovani ricercatori. Il protocollo ha infatti lo scopo rafforzare il potenziale competitivo dei servizi erogati dall’Incubatore universitario Fiorentino (IUF) che da due anni opera presso il Polo scientifico di Sesto nella fornitura di servizi di formazione, consulenza e supporto logistico a quei gruppi di ricerca dell’ateneo che desiderino trasformarsi in impresa. Ad oggi i progetti ammessi alla pre-incubazione 57 e 22 gli spin off.
“Ricerca e servizi” sarà articolato in varie fasi. Nella prima, sono previsti il censimento e l’individuazione dei centri di ricerca, delle imprese diventate spin off e dei servizi di ateneo che possono avere un mercato, e la selezione di un primo lotto sperimentale. In seguito saranno valutati sia il mercato potenziale che il bacino di imprese interessate a recepire-acquisire questi servizi. Infine verranno messe in campo le strategie competitive atte a facilitarne la penetrazione nei mercati e le azioni di marketing utili alla commercializzazione.

incubatore_esterno_1.jpgE’ un progetto importante per tre motivi – ha spiegato Gaetano Aiello direttore del Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa dell’Università di Firenze (DISEI) – perché è un progetto pilota, perché è ambizioso e perché punta al creare valore”.
“Ricerca e servizi” rappresenta infatti un concreto esempio di come tessere una rete tra soggetti importanti nel territorio, i promotori – Csavri e il Dipartimento universitario – i centri di ricerca e gli spin off, ed esprimere eccellenze di ricerca che siano anche competitive sui mercati. “La complessità e la novità del progetto stanno in un passaggio. – ha continuato Aiello – Come produrre una eccellenza di prodotto o di servizio, e sostanzialmente di ricerca, in una eccellenza di mercato”.
Sarà proprio il Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa dell’Università di Firenze (DISEI) diretto dal professor Aiello, a istituire le borse di ricerca, selezionare i tre esperti e offrire il supporto necessario durante le fasi di tutoraggio e di gestione amministrativa, mentre Csavri provvederà a facilitare il rapporto con le strutture di ricerca dell’ateneo.
’’Abbiamo voluto rispondere subito e concretamente – ha spiegato il Direttore Generale di Ente CrFirenze Renato Gordiniad una esigenza reale che è emersa da un importante istituzione del nostro territorio, abbinando due alte professionalità per entrare maggiormente nel mercato e, mi auguro, incrementare così le risorse per la ricerca. Mi aspetto che, tra qualche tempo, dall’esperienza sul campo di questi tre giovani possa nascere a sua volta una start up capace di mettere le competenze acquisite a disposizione dei Centri di ricerca o di altre realtà del territorio’’.
In un momento in cui l’acquisizione di risorse è molto complessa – ha concluso Aiello –  questo progetto “non significa in alcun modo abbandonare l’autonomia o la libertà di ricerca”. Al contrario, elaborare uno strumento concreto per non disperdere competenze, creare valore e occupazione sul territorio.

Giovanna Focardi Nicita

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