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La ripresa langue, Rossi: “L’Europa ci soffoca, privati tornate a investire” Economia

Firenze. L’economia toscana nel 2016 cresce ormai per il terzo anno consecutivo, ma con un ritmo lento che non induce all’ottimismo: +0,7%, contro +0,9% del resto d’Italia. Colpa dell’export, che ha avuto una battuta d’arresto nelle sue “punte avanzate” come pelletteria (-4,9%) e macchinari (-9,6%). Merito invece di una pur fragile domanda interna, trainata da una debole ripresa dei consumi delle famiglie (+1%) e dai flussi turistici (+4,6% i pernottamenti).

Per i ricercatori dell’Irpet questa crescita così esangue può essere transitoria, visto che nel 2017 il volano dell’export ha ripreso a trainare, con settori in gran spolvero come il tessile abbigliamento, agroalimentare, farmaceutico e molti segmenti della meccanica, tranne quello delle turbine per le ben note difficoltà legate al petrolio. Il problema però non è mettere a segno qualche punto di decimale di crescita in più. In questi anni di crisi sono venuti a mancare fattori strutturali essenziali per garantire il consolidamento dello sviluppo: gli investimenti. Che seppure in aumento (+0,8% nella nostra regione) hanno ancora una dimensione troppo modesta. In Italia, come in Toscana, dove Il trend però è aggravato dalle ben note difficoltà del sistema bancario regionale.

Intanto l’occupazione torna a crescere nel 2016 (+1,9%) e la tendenza si conferma nei primi tre mesi di quest’anno (+1,6%) soprattutto nel manifatturiero e in agricoltura. Ma, ancora, non è il caso di vedere una vera e propria svolta: il tasso di disoccupazione di lunga durata resta stabile (4,8%), mentre quello generale è leggermente salito rispetto all’anno precedente (+0,3%) portandosi al 9,5%. Sono davvero lontani i tempi (era il 2007) in cui la disoccupazione nella nostra regione non superava il 4,5%. Secondo i calcoli dell’Irpet il potenziale di lavoro inutilizzato coinvolge in termini assoluti 409mila toscani, circa il 21% della forza di lavoro intesa in senso ampio (disoccupati, saltuari, sottoccupati): una quota che “l’attuale fase di ripresa non è stata ancora in grado di aggredire” secondo l’Irpet.

La situazione insomma è ancora fragile e certamente non è rosea: “Basta un piccolo shock per tornare indietro” dice il direttore dell’Irpet Stefano Casini Benvenuti. “C’è un nodo Europa che si chiama fiscal compact, per la ripresa degli investimenti, che ci sta soffocando” sottolinea il Governatore della Toscana Enrico Rossi -. In questo momento c’è un dibattito in corso, speriamo che l’Italia si faccia sentire”. In questi ultimi anni si sono persi per strada centinaia di milioni di investimenti pubblici e privati.

“La Regione ha mantenuto il ritmo di 130 milioni di investimenti all’anno”, ma certo non può fare di più. “E’ l’ora di sbloccare i tanti investimenti privati già decisi ma ancora in stanby” continua Rossi. E ricorda che ci son già tutti i permessi per Autostrade Italia, altri possono farli le Ferrovie, l’Anas, e poi c’è il porto di Livorno, gli Aeroporti. “Se partissero tutti sarebbe un quadro che garantirebbe davvero la svolta”.

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