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La rivoluzione di PaP parte da casa, lavoro, ambiente e mobilità Breaking news, Politica

Firenze – La lista, il programma. Ma soprattutto, l’approccio di fondo. Potere al Popolo rende noti i 32 nomi della lista che, come ormai noto, sostiene la candidata unitaria della sinistra Antonella Bundu, presente all’ufficializzazione del programma. E se sul programma non si tira indietro, cominciando proprio dal punto cruciale di questa campagna politica, vale a dire la sicurezza, è, da laboratorio politico, l’impostazione di fondo a rendere esplicita la discontinuità. Perché PaP mette in discussione la stessa relazione fra governanti e governati, la stessa “narrazione” che da almeno circa trent’anni viene raccontata da centrodestra e centrosinistra, ovvero, la necessità del “leader”, dell’ “uomo forte”.

“Non ci sono mai piaciuti gli uomini forti. Una società passiva è una società peggiore”. E allora? Ecco, lo slogan viene superato: il rapporto dialettico tra movimenti di base, comitati e associazioni, da un lato, e istituzioni dall’altro, diventano una parola d’ordine molto concreta:  controllo popolare. “Sono le associazioni per il diritto all’abitare che devono controllare e saper indirizzare la politica abitativa del Comune – dicono da PaP –  Sono le case del popolo che devono indirizzare il comune nella sconfitta della marginalità e nella rivitalizzazione della vita di quartiere. Sono i lavoratori e gli utenti del trasporto e dei servizi pubblici che devono poter decidere dove e come spendere le risorse”. Nessun salto nel passato, spiegano i candidati, dal momento che “senza intervenire sul rapporto tra governati e governanti non c’è soluzione di continuità col passato”. E dunque,  Potere al Popolo non è solo un progetto elettorale, ma con la presenza nelle case del popolo, con l’istituzione di sportelli lavoro, con la valorizzazione dei giovani e dell’attivismo di base, con la solidarietà con i lavoratori, “si propone di sviluppare le istituzioni sociali, quel popolo cosciente della propria forza, che controlla e indirizza l’attività delle istituzioni”.

La priorità? Non quella di mandare qualcuno a Palazzo Vecchio. “Avere qualcuno nelle istituzioni è importante per supportare le lotte dei lavoratori, quelle in difesa del territorio, quella del diritto all’abitare, tutte iniziative e attività che svolgiamo da quando, un anno e mezzo fa, abbiamo accettato la sfida”.

Dunque, “la sicurezza ordine pubblico”, per i rappresentanti di Pap,  è solo uno specchietto per le allodole, un “falso problema” che serve, a centrodestra e centrosinistra, a spostare il focus della campagna elettorale. Furti e omicidi in diminuzione da 4 anni, ciò che aumenta sono “povertà, femminicidi e morti sul lavoro”. Ergo, il problema è innanzitutto e senza dubbio, sociale: “invece di istituire nuove zone rosse, bisogna togliere le persone dalla strada”.
Noi siamo fortemente contrari all’ordinanza sulle zone rosse perché è un provvedimento che conferisce poteri arbitrari alla polizia, ben oltre i limiti sanciti dalla Costituzione e dal buon senso. Inoltre non risolve in alcun modo il problema della povertà e non toglie le persone dalla strada, semplicemente elimina i poveri, allontanandoli in periferia. Siamo per istituire più centri diurni per conferire la residenza fittizia ai senza fissa dimora in modo che possano accedere ai diritti e ai servizi, a partire dalla casa, al reddito di cittadinanza e a percorsi seri di reinserimento lavorativo”. Del resto i i dati, su Firenze, sono chiari: 2000 senza tetto censiti e 2500 famiglie in attesa di casa popolare. E cos’è una persona disperata, se non una persona disposta a tutto, pur di sopravvivere? …

L’approccio dunque, va alle basi, alle radici. E conduce a stabilire delle priorità, vale a dire, a compiere scelte politiche. Ad esempio, “una città per tutti è una città in cui nessuno viene lasciato indietro”, vale a dire il principio di fondo, significa che, per quanto riguarda l’emergenza abitativa, la proposta è blocco degli sfratti e immobili pubblici non alienabili, mentre gli immobili dismessi di proprietà demaniale o degli enti locali (come le ex caserme), devono essere adibiti ad alloggi pubblici e case popolari per fronteggiare la crisi abitativa. Limitare anche l’utilizzo di Airbnb, con regole precise che vadano a bloccare anche gli sfratti motivati dalla trasformazione turistica degli alloggi, mentre nei condomini deve essere stabilito un limite nell’offerta di interi appartamenti agli affitti turistici, con regolamentazione fiscale su diverse categorie di host.

Per quanto riguarda i servizi pubblici, reinternalizzazione e controllo popolare da parte di utenti e lavoratori sul funzionamento dei servizi.

Altri punti, stoppare il lavoro nero, il che significa la necessità che il “Comune modifichi il regolamento di concessione di occupazione del luogo pubblico affinché le attività commerciali siano obbligate a tutelare maggiormente la sicurezza lavorativa dei propri dipendenti, revocando le licenze a chi violerà i Contratti Nazionali”. Fra tutte, una lotta che diventa a un tempo simbolo e traino, quella dei riders, dove PaP è stato ed è molto presente, con la richiesta assoluta del riconoscimento dei diritti di lavoratori ai Riders stessi e il sostegno del comune con centri di ristoro.

Trasporti, pubblici e gratuiti, ma non solo: ” Nuova pianificazione della mobilità democratica e partecipata, tramite il riutilizzo dell’esistente. Occorre andare verso la gratuità del trasporto pubblico deve essere capillare e deve prevedere l’attraversamento del centro storico, le frazioni e i quartieri più isolati e a rischio ghettizzazione”. Mobilità, il no al sottoattraversamento Tav è senza se e senza ma. “Un percorso che ha portato unicamente due inutili tunnel sotto la città, una stazione interrata urbanisticamente sbilenca, rischi ambientali e per il patrimonio edificato enormi, costi ormai fuori controllo, errori progettuali, un verminaio di corruzione, truffe e di infiltrazioni mafiose. Dobbiamo quindi abbandonare il progetto e potenziare le linee di superficie il che creerebbe, tra l’altro, molti più posti di lavoro”, spiegano i candidati di Potere al Popolo.

Ambiente, i punti sono chiari:  riacquisizione della proprietà e della gestione pubblica dell’acqua; monitoraggio della qualità dell’aria e rinnovo del parco autobus del TPL con autobus elettrici; la raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta. 

Ed ecco tutti i nomi:

  1. Francesca Conti
  2. Lorenzo Alba
  3. Ilaria Agostini
  4. Roberto Budini Gattai
  5. Sara Bucciolini
  6. Niccolò Busatto
  7. Enrica Capassotti
  8. Giulio Cappelli
  9. Elisa Cardosi
  10. Tiziano Cardosi
  11. Guido Cerri
  12. Maria Rosaria Fraioli
  13. Vincenzo di Martino
  14. Viola Frassanito
  15. Simone Faini
  16. Eliana Giannella
  17. Libero Galligani
  18. Laura Ioseffi
  19. Gian Luca Garetti
  20. Marta Marcellini
  21. Juri Landi
  22. Federica Petti
  23. Thomas Maerten
  24. Lisa Seracini
  25. Gilberto Pierazzuoli
  26. Carlotta Simoni
  27. Yuri Ragunì
  28. Vania Valoriani
  29. Agnese Turchi
  30. Giuseppe Scappaticcio
  31. Barbara Zattoni
  32. Nadia Del Sere

 

 

 

 

 

 

 

 

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