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La Samp straccia la Viola anche nella gestione societaria Opinion leader

Firenze – La partita strapersa contro la Samp avvilisce non soltanto per il risultato. C’era anche un confronto tra due gestioni di società che si barcamenano similmente nel limbo delle ex-grandi con problemi di bilancio e di monte ingaggi, e c’erano anche tanti istruttivi paragoni da fare sulle rispettive scelte di mercato e di progetto.

Ebbene: la Samp è stata brava ad assumere Pradè come DS, visto che la Fiorentina era passata a miglior DS; insieme a Pradè si è presa anche tutti quei giocatori che lui aveva in passato trattato per la Viola (Linetty, Praet, Kownacki…); quest’estate ha anche strappato Zapata alla Viola, che ha preferito spendere 18 milioni per Simeone, ed è arrivata a prendere Strinic, altro giocatore nel mirino della Fiorentina, la quale invece ha preferito puntare su Biraghi.

Impressionante risulta anche un confronto tra i costi dei rispettivi acquisti: Ferrari alla Samp costerà 1,5 di riscatto, mentre la Viola ha pagato 9 milioni Vitor Hugo; Bereszynski è costato 1,5, e la Viola, che ora continua  a cercare un terzino destro di fiducia, ne ha spesi più di 10 in oggetti misteriosi, da Diks a Gaspar, fino a contentarsi di un Laurini a 2 milioni.

E poi: Ramirez è costato 6 milioni, Saponara 9; Praet è, sì, costato quei 9 milioni che Corvino non si è abbassato neanche a trattare, ma confrontate quei milioni coi più di 5 che sarà il costo complessivo di Eysseric! Soltanto da questi confronti si ha la misura di quanto si possa essere ottimisti sul futuro “europeo” della Fiorentina e sull’affidabilità della sua rifondazione. Ieri la giornata di campionato è stata impietosa anche per alcuni ex-viola in bella mostra, dal giovane Ricci a … De Maio! E allora conviene davvero riflettere su dov’è il problema della Fiorentina. Io da tempo dico non è la necessaria spending review, né il braccino corto dei DV, o lo stadio che non arriva… Il problema è Corvino, e lo sono quei tifosi che lo assolvono!

Beh, ma se Corvino e i suoi consigliori capiscono poco di calcio, ci consola però sapere, come si è appurato da una recente intervista alla Gazzetta, che il nostro DS si intende di arte contemporanea. Eppure anche lì mi viene il sospetto che Corvino compri in quantità sperando per la qualità nella fortuna; venti quadri di giovani autori diversi, scommettendo che almeno uno valga qualcosa! Esattamente come fa coi giocatori, a casaccio, alla sorte (che da un pezzo, purtroppo, lo aiuta poco).

Io mi chiedo come possa accadere che a Firenze, la patria di Boccaccio, dove la gente mangia il fumo alle pipe (come sentivo dire dai vecchi al bar), dove da sempre ci si vanta di essere più furbi degli altri, prima ci si faccia intontonire da un allenatore che ci ha preso per i fondelli per due anni (Sousa)  e oggi si confidi che Corvino sappia scoprire “da par suo” un altro talento. Ma si prova a fare un elenco dei talenti scoperti da Corvino? Io credo che, in tutta la carriera, l’unica sua vera “scoperta” sia stato Vucinic, che però Corvino credeva valesse meno di Bojinov! Per il resto, fuffa, o tutt’al più merce avariata che è riuscito a far credere che fosse migliore di quello che era. E allora cosa ci si dovrebbe aspettare da questo mercato con un simile “talent scout”?

Povero Pioli, che pure ieri ha la sua parte di responsabilità! Ma neanch’io avrei saputo come fare a sostituire due titolari come Astori e Veretout, oltretutto sapendo che Sanchez è distratto dal mercato e che Cristoforo è in panchina per onor di firma. Forse ci voleva più umiltà e si doveva aggiungere un Milenkovic in difesa. Anche perché a far giocare Babacar si è corso un rischio che non vorrei si pagasse caro: se quelli del Crystal Palace hanno visto la partita, figuriamoci se rinnovano l’offerta da più di dieci milioni (sempreché l’abbian fatta)!

Rassegniamoci, signori. Ieri, in un impietoso confronto diretto per l’Europa, abbiamo capito tutto. E ora vi dirò quel che succede. In settimana si tentenna e non si conclude nulla. Domenica prossima si batte il Verona, si torna a dire che in fondo continua la corsa per l’Europa, e due giorni dopo finisce il mercato con la squadra che, nella migliore delle ipotesi, ha cambiato una riserva a centrocampo con un Cataldi. Ma forse è meglio così, se la spesa la deve fare Corvino!

Foto: Pradé

 

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