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La Scala Pop di Paola Pivi, ascesa e discesa nel rigore rinascimentale di Palazzo Strozzi Cultura

Firenze – “Dobbiamo attraversare spazi e spazi/ senza fermare in alcun d’essi il piede,/ lo spirto universal non vuol legarci/ ma su di grado in grado sollevarci./Appena ci avvezziamo ad una sede/rischiamo d’infiacchire nell’ignavia/ sol chi è disposto a muoversi e partire/vince la consuetudine inceppante”. La scala è il simbolo universale per eccellenza che rappresenta la vita tra il suo salire e il suo discendere, questo un passaggio della lirica “Gradini” di Hermann Hesse, la vita nella sua evoluzione ed involuzione, ma in continuo movimento, su una scala infatti  non si è mai fermi, ma in cammino.

Da alcune settimane una monumentale e sgargiante scala gonfiabile, “Untitled Project”, di oltre venti metri, fa mostra di se’ nel cortile di Palazzo Strozzi, è un’opera dell’artista concettuale Paola Pivi commissionata e prodotta dalla Echigo-Tsumari Triennale in Giappone. Nata a Milano nel 1971 Paola Pivi vive e lavora tra Anchorage e New Delhi, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1999 le sue opere si trovano o sono state esposte  in collezioni importanti sia pubbliche che private come il Guggenheim Museum di New York, il Centre Pompidou a Parigi, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, il  Castello di Rivoli a Torino e il  Maxxi a Roma.

Il suo lavoro è caratterizzato da una visione estrema al limite della realtà in cui animali e oggetti vengono collocati in situazioni stravaganti e ironiche con uno sguardo provocatorio sul reale, come la gigantografia dell’asino su una barca alla Biennale del 2003, le zebre sul ghiacciaio del Monte Bianco o gli orsi polari coperti di piume dai colori psichedelici. Un’arte che si impone allo sguardo e che costringe alla riflessione e che nell’oggetto proposto, la scala, si apre a mille interpretazioni, non ultima quella dell’ascesa spirituale, così in sintonia con la mostra Divina Bellezza in  corso a Palazzo Strozzi. Un’operazione perfettamente riuscita che unisce Pop art e arte gonfiabile, quasi un attrezzo per un parco giochi per bambini a contatto con il rigore dell’arte rinascimentale  e che rimarrà alla visione del pubblico fino al 28 febbraio.

 

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