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La scommessa di STAMP in sette Q&A Opinion leader

Si parla di un giornale on line www.stamptoscana.it che offre informazione regionale ma che punta, in prospettiva,  nella logica globale della rete, a utenti non solo nazionali. Nato sei mesi fa, in Toscana dove come in molte parti d’Italia molte testate hanno chiuso o stanno chiudendo i battenti.
Intanto perché STAMP? Suona come un po’ ironico nei confronti della stampa di carta.
Perché risponde a due ragionamenti. Nella rete si parla inglese e stamp è il francobollo, cioè una tecnologia della comunicazione un po’ obsoleta. Ma stamp è anche una allusione voluta al fatto che l’informazione online sarà la legittima erede dell’informazione stampata.
Cosa spinge a lanciarsi  nell’informazione digitale?
Due sono le spinte principali. La prima è l’orgoglio di misurarsi con le nuove tecnologie, per mettere alla prova quanto si è visto e imparato in questi anni. Ma la spinta più forte è l’opportunità che viene data per la prima volta ai giornalisti di diventare editori, cioè di controllare se stessi e mettersi alla prova in una situazione di libertà che prima non era possibile.
Perché l’informazione web 2.0 sarà l’informazione del futuro?
L’allarme per i gruppi editoriali fu lanciato dall’Economist nel 2006. Da quell’anno è stato un susseguirsi di eventi negativi fino al fatale 2009. Philip Meyer 2004 nel saggio The vanishing newspaper fissò all’inizio del 2043 il momento nel quale l’ultimo lettore del New York Times acquisterà l’ultima copia. In Italia si stimano in circa 400mila le copie perdute dai quotidiani fra il 2008 e il 2009. E la discesa poi è continuata. Vale la pena di leggere il libro di Massimo Gaggi e  Marco Bardazzi “l’Utima notizia”. Un libro di due anni fa, ma la situazione è rimasta sostanzialmente invariata, anzi è peggiorata. Così come sono in aumento costante coloro che si informano prevalentemente attraverso la rete.
Come costruire un’azienda in grado di produrre profitti che servono per crescere e investire. Il problema dell’informazione on line, è noto, è quello di trovare un modello di business?
Il punto è proprio questo. Bisogna riflettere, studiare e farsi venire alcune convinzioni sulle quali naturalmente si deve rischiare. Altrimenti che razza di imprenditori siamo? Le risorse che si possono ottenere grazie alla pubblicità, i cui introiti non sono in grado di dare attivi, ma certamente nel web sono già una buona base per pagare le spese, e grazie alle iniziative che si possono prendere devono essere impiegate nella qualità del giornalismo. Il più grave errore che hanno fatto gli editori in questi anni è stato quello di pensare che la sopravvivenza si ottiene tagliando il personale. Ed invece la salvezza per tutti sta nel giornalismo di qualità. Del resto anche Google – diciamo così – è dalla nostra parte quando ha cominciato a sviluppare un algoritmo che intercetti non solo tag, ranking e parole chiave, ma anche l’originalità degli articoli come una delle variabili dell’algoritmo per stabilire le gerarchie delle ricerche. Il lavoro fatto finora ci dà ragione. 
Diamo uno sguardo al mercato. Quali sono le iniziative editoriali alle quali si ispira STAMP?
Ci sono delle iniziative editoriali molto importanti, che sono partite anche con risorse fornite da aziende e sponsor vari. Del resto quello di pensare a un giornale on line è uno sport diffuso attualmente. Ma pochi partono proprio perché temono quello c he si diceva:  come creare un business? Fra i migliori di livello nazionale c’è Lettera 43 che è una vera corazzata. Ci sono i colleghi del Sole 24 Ore come Franco Locatelli che hanno dato vita a First Online, quotidiano economico on line, che si contraddistingue per la qualità dell’informazione. Quando siamo partiti abbiamo guardato soprattutto la madre di tutte news community, cioè l’Huffington Post che come è noto sta per sbarcare in Italia in accordo con l’Espresso e Il Post di Luca Sofri del quale condivido il 90% delle idee editoriali.
Chi sono i suoi soci e collaboratori?
Innanzitutto colleghi giornalisti che condividono il progetto STAMP fornendo lavoro e sostegno, e che diventano soci del giornale. Poi ci sono i giovani cronisti più o meno esperti. Ma il principio è chiaro: la qualità è quella cosa che non c’è se un professionista non riceve il compenso per trovarla a qualunque costo.
Alcune specificità di STAMP rispetto ai concorrenti?
Il fatto che cerchiamo storie nostre, alternative a quelle che pubblicano gli altri siti e la stampa di carta. Poi perché abbiamo sviluppato una formula ibrida: informazione regionale ma collegata con servizi e sezioni che si occupano di temi e notizie di carattere nazionale e internazionale. “Inform local, talk global”, potrebbe essere il nostro slogan: siamo in toscana ma siamo collegati con il mondo. Tutto riguarda la Toscana e questa può dare qualcosa che interessa a tutti. Abbiamo canali come Innovazione, Internet, turismo, anche cultura che regolarmente affrontano temi e informazioni nazionali. 

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