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La Scuola Sant’Anna di Pisa a fianco dei sub che operano sulla Concordia STAMP - Università

Oltre all’Università di Firenze ed all’Università di Siena, anche la Scuola Sant’Anna di Pisa ha un ruolo importante nel dopo Concordia. A seguito del naufragio del Giglio un team di accademici fiorentini si occupa dei movimenti dello scafo della nave naufragata il 13 gennaio, mentre ricercatori dell’Ateneo senese si sono impegnati, assieme ad Arpat, nella valutazione del danno ambientale causato dal naufragio. La Scuola Sant’Anna, invece, ha offerto, a partire dal 5 settembre 2012, il suo contributo per quanto concerne il supporto ai sub impegnati nelle operazioni attorno al relitto semisommerso sulle secche di Punta Gabbianara. Attualmente sono circa 430 gli operatori del consorzio incaricato della rimozione, la Titan Salvage-Micoperi, che lavorano al Giglio. Al loro fianco, medici ed infermieri, ma anche esperti in tecniche di decompressione. La task-force che opera sull’isola del Giglio è interamente costituita da diplomati del Master di II° livello in Medicina Subacquea ed Iperbarica dell’Ateneo pisano. Diretti dal dottor Pasquale Longobardi, responsabile del modulo iperbarico dell’Università pisana, gli esperti si succedono a rotazione per presiedere il polo di assistenza medico-subacquea. Il Master della Scuola Sant’Anna è un’eccellenza dell’Ateneo pisano e l’unico ad essere accreditato a livello europeo per il trattamento con ossigeno terapia iperbarica. In particolare, i diplomati del Master sono in esperti in incidenti da decompressione, tossicità da ossigeno, intossicazione da monossido di carbonio, incidenti traumatici e malattie intercorrenti e molte altre patologie, quali il piede diabetico.

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