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La seconda guerra mondiale vissuta dalle donne Spettacoli

Il secondo conflitto mondiale vissuto dalle donne, storie invisibili nelle narrazioni ufficiali, che raccontano una resistenza psicologica e civile di grande umanità, documentata dalle testimonianze conservate  nell’Archivio Nazionale Diaristico di Pieve Santo Stefano. E’quanto propone “Tutti gli anni a venire della mia vita”, rappresentazione ideata e prodotta da Binario di Scambio-Compagnia Teatrale Universitaria dell’Ateneo fiorentino in programma in prima nazionale martedì 18 dicembre alle ore 21 presso l’Officina Giovani Cantieri culturali di Prato (piazza Macelli, 4) nell’ambito del progetto Ri-Nascite. Il terzo spettacolo sulla cultura di genere, messo in scena dalla Compagnia Teatrale Universitaria, dopo “Serbare l’anima” (2010)  e “Traguardi” (2009).
Lo spettacolo, a ingresso libero, è stato concepito in collaborazione con il Corso di formazione per la diffusione della cultura di genere nelle istituzioni organizzato dall’Università di Firenze in collaborazione con il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

“Si tratta di un’auto-rappresentazione collettiva della donna in guerra tra famiglia e nazionalismo – ha spiegato Teresa Megale, delegata del Rettore per le attività artistiche e spettacolari di Ateneo, a cui si devono l’ideazione e l’adattamento drammaturgico – i diari, dai quali la rappresentazione trae spunto, offrono alla memoria una testimonianza, carica di urgenza emotiva e una lacerazione storica profonda. Emergono da queste pagine la fragilità dell’universo femminile, sconvolto dall’onda distruttrice della guerra, ma anche la forza e la capacità di reagire agli eventi, ben colte dalla regia esperta e delicata di Fabio Cocifoglia”.

Per i giovani della Compagnia Teatrale universitaria questa rappresentazione costituisce l’occasione di imbattersi “in modo quasi irripetibile nelle passioni e nei sentimenti dei personaggi femminili, di vivere le loro paure e le angosce e di riscattare una pagina recente della storia delle donne ancora non del tutto emersa nella sua dolente umanità”.

Foto www.secondaguerramondiale.it
 

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