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La sfida della politica: ritrovare la fiducia dei cittadini Politica

Iniziamo con il chiedere all'Onorevole Paolo Fontanelli qual è stato il clima dell ultimo incontro di Direzione del Partito Democratico, pre-natalizio. Si è scelta data e modalità delle prossime primarie. Ci sono stati malumori interni, ad esempio sulle deroghe? In fondo la questione delle liste è sempre oggetto di scontro all'interno dei partiti.
La riunione della Direzione Nazionale ha approvato il regolamento per le primarie dei parlamentari. Le modalità ruotano intorno alla decisione di sottoporre al voto degli elettori la scelta le 90% dei candidati che  andranno a comporre le liste del PD nelle elezioni politiche. Gli elettori potranno esprimere due voti ma divisi per genere. Si voterà per collegi provinciali e coloro che usciranno per primi andranno in modo progressivo a comporre la lista regionale. Il restante 10% sarà deciso dal livello nazionale in base alla scelta dei capilista e alle esigenze di competenza, di candidature esterne, di pluralismo, che è necessario garantire nella composizione dei gruppi parlamentari. Inoltre sono state concesse 10 deroghe a chi ha superato i 15anni di mandato consentendo così la possibilità di correre alle primarie. C'è stato qualcuno che ha storto il naso, sia per le deroghe che per l'entita' della riserva, ma alla fine l'approvazione e' stata quasi unanime.

Chi non corre ed entra di diritto con il borsino sono dirigenti muniti di un paracadute o personalità significative arruolate da Bersani? '
Credo che sia molto importante mettere fine all'epoca del Parlamento dei nominati. Innanzitutto per la credibilità delle istituzioni e della democrazia costituzionale. In questo senso la scelta del PD e' molto importante, mentre gli altri partiti continuano allegramente a decidere i candidati nelle stanze delle segreterie. Quindi "correre" nelle primarie, in attesa di una riforma della legge elettorale, rappresenta una innovazione positiva per restituire ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti e per recuperare il rapporto di fiducia verso la politica. In questo processo però è anche importante recuperare un ruolo attivo e responsabile dei partiti, che devono -o dovrebbero- giustamente preoccuparsi di garantire una composizione del Parlamento trasparente e all'altezza dei compiti. In tal senso non è scandalosa una "riserva", purché sia chiaro il percorso di decisione.


Veltroni e D'Alema hanno rinunciato a correre, Berlusconi no. Quale campagna politica ci aspetta? E l'incognita Monti?
Quella che ci attende e' una campagna elettorale molto difficile. Soprattuto perché spira nel Paese un'aria ostile alla politica. Il ritorno di Berlusconi contribuisce a intorbidire le acque. Ma il punto di fondo e' la profondità della crisi e la sensazione di malessere e di sfiducia che attraversa ampi strati della popolazione. Più che della discussione sul ruolo che Monti riterrà di svolgere nella campagna elettorale penso che la questione di fondo sia quella di rendere chiara l'esigenza di una svolta nelle politiche economiche e sociali del Paese. Oggi al primo posto ci deve stare il lavoro, l'equita', la lotta alle diseguaglianze.

Si avvicina la fine dell'anno e della legislatura. Due brevi commenti. Il primo sull'esperienza di Paolo Fontanelli da parlamentare. Il secondo è di dare un voto a quest'anno di governo tecnico.
  La mia prima esperienza parlamentare, che spero non sia l'ultima, ha ruotato intorno ad una fase di oltre tre anni di opposizione al Governo Berlusconi e nell'ultimo anno nel sostegno al Governo Monti. Purtroppo l'elemento predominante di questa legislatura e' stato quello dell'affermazione della pratica della decretazione d'urgenza. Cosa che ha svuotato notevolmente la funzione del Parlamento. In questo senso tra i due governi non ci sono state differenze. E ciò è stato abbastanza mortificante per l'attività dei parlamentari. Sul piano personale, nei pochi spazi praticabili, ho cercato di fare cose utili partendo dalla mia esperienza amministrativa e dal rapporto con i problemi del territorio pisano e regionale. Sono contento che tra le poche leggi prodotte e approvate dal Parlamento in questa legislatura ci sia quella sull'ampliamento della gamma dei trapianti da vivente, che ho proposto sulla base di una sollecitazione degli operatori dell'ospedale di Pisa. Sul Governo dei tecnici il mio giudizio non è molto positivo. Si è trattato di una fase di necessità, per togliere Berlusconi e fronteggiare l'emergenza della crisi finanziaria e della caduta di credibilità dell'Italia sul piano internazionale. È andata abbastanza bene grazie a Monti, ma il resto del Governo ha manifestato evidenti limiti e inadeguatezze. Comunque ora dobbiamo guardare avanti e l'Italia ha bisogno di tornare ad una guida politica.

Enrico Catassi

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