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La solitudine male del nostro tempo: spettacolo e convegno Società, Spettacoli

Firenze – Il tema solitudine è oggi di forte attualità. Ad  esso è dedicata la commedia in scena questa settimana alla Pergola di Firenze che ha protagonista Silvio Orlando e che s’intitola Si nota all’imbrunire (Solitudine da paese spopolato).

Essere isolati dalla società è un male oscuro e insidioso. Silvio Orlando, interpreta il ruolo di un padre, Silvio, a cui la solitudine ha  portato, un certo numero di manie. La più grave è che vuole stare e vivere seduto il più possibile e da solo.

“Da Dante in poi il tramonto – spiega Orlando ad Angela Consagra sul foglio di sala dello spettacolo –, è anche un punto simbolico: è all’imbrunire che si fanno dei bilanci, è un tempo in cui si abbassa il rumore di quello che ci sta intorno ed emerge prepotentemente, il nostro rumore interiore. Affiorano le nostalgie, si pensa alle cose che avremmo dovuto fare e che non siamo riusciti a compiere, ricordiamo le persone che non ci sono più e gli altri che, invece, ci sono, ma che, per una serie di motivi difficili da spiegare, non vediamo più. È un complesso di sentimenti, diversi e profondi, quello che viene a galla. Sono rumori che non ti fanno dormire : sono i rumori dell’anima”.

La solitudine sociale è un fenomeno in espansione e si prevede che continuerà a crescere tanto che la Francia ha creato “la Giornata della Solitudine” e l’Inghilterra ha istituito, addirittura, un Ministero della solitudine. Secondo gli esperti, potremmo trovarci alle prese, e non solo nei paesi più ricchi, con un’epidemia di solitudine. Diffusa oramai anche tra i giovani.

Nella vicenda, i figli di Silvio, Alice, Vincenzo e Maria, (rispettivamente Alice Redini, Vincenzo Nemolato, Maria Laura Rondanini), il fratello maggiore Roberto (Roberto Nobile)  che finora non se erano preoccupati troppo del padre, devono  decidere che fare, come occuparsene. Certo è che, preda del suo isolamento, nella testa di Silvio si installa una certa confusione tra desideri e realtà, senza nessuno che lo smentisca nel quotidiano, la vita può essere esattamente come uno decide che sia.  Ma fino a un certo punto.

Capace di scatenare, le empatie di ogni spettatore, Silvio Orlando riesce, con le sue corde squisitamente tragicomiche a suscitare emozioni profonde. Uno spettacolo, insomma  che, tra comicità e commozione, può determinare uno stato d’animo che porti ad avvicinarsi agli altri e chiamare quel  parente o quell’amico isolatosi e  andare a trovarlo , per farlo uscire di casa o per fargli un po’ di compagnia.

Proprio in occasione della Giornata nazionale contro la solitudine dell’anziano si è tenuto a Firenze il Convegno “Nemica Solitudine” organizzato da Fondazione Montedomini, AI-Associazione Italiana di Psicogeriatria e Long-Term Care Alliance- Aging in Place.

Il Convegno ha offerto una panoramica sulle cause principali che oggi determinano la solitudine delle persone di ogni età, in particolare se anziane

L’assessore al welfare del Comune di Firenze Andrea Vannucci che ha anche la delega per la lotta alla solitudine ha rilevato che a Firenze  gli ultrassessantacinquenni sono il 27% della popolazione e gli utenti anziani in carico ai Servizi sociali sono circa 5.500. Firenze –ha rilevato Vannucci – mette a disposizione degli anziani 26 Centri dell’età libera con attività ludico-culturali, i soggiorni estivi e progetti come Soli Mai,promosso dalla Fondazione Montedomini con la collaborazione del Comune.

Nel corso del Convegno è stato infatti dimostrato che la solitudine esercita un’influenza negativa sulla salute e sono state esaminate le  risposte che le comunità possono offrire alla persona fragile che sperimenta una condizione di solitudine. In particolare, occorre, essere in grado di porre rimedio a crisi, come quella della famiglia, ed è stata analizzata l’organizzazione delle città, dei luoghi di cura in ambito sanitario e assistenziale. E si è rilevato  come la perdita delle reti che collegano le persone abbia un effetto deleterio sulla qualità della vita.

Ne abbiamo  parlato con Luigi Paccosi  Presidente della Fondazione  Montedomini

La solitudine, un fenomeno sociale in crescita?

Paccosi Non ho i dati generali. Se si parla di Firenze, uno studio di circa un anno fa parlava di 32.000 ultrasessantacinquenni che abitano da soli e 15.000 anziani soli ultraottantenni.

Riguarda soprattutto le aree metropolitane o adesso anche i piccoli centri?

Paccosi  Credo che nelle aree metropolitane, il tipo di vita più frenetico, porti a dimenticare più facilmente coloro che abbiamo accanto, magari nello stesso pianerottolo della propria abitazione.

Perché la solitudine è “nemica” ?

Paccosi  E’ nemica perché ognuno di noi è fatto per avere relazioni con altre persone. La nostra persona si forma e conosce sé stessa nella relazione con l’altro. Privarsi della relazione con l’altro porta, prima che alla noia, a una visione distorta della realtà. L’offerta di una relazione gratuita a una persona sola è un grande gesto di umanità.

Come può esserne attenuato l’impatto specie per la popolazione anziana?

Paccosi  Innanzitutto prendendo coscienza di questa problematica.La Conferenza Nemica Solitudine nasce proprio con lo scopo di sensibilizzare la gente e far aprire gli occhi, cominciando a rendersi conto  di come vivono coloro che stanno accanto a noi.

Quali iniziative state prendendo in questo campo?

Paccosi La Fondazione Montedomini da quasi tre anni ha attivato un progetto di volontariato denominato Solimai, proprio per fare compagnia agli anziani soli.

Circa una sessantina di volontari si recano settimanalmente ognuno a casa di un anziano. I risultati sono eccezionali, anche testimoniati dai messaggi dei parenti o dagli anziani stessi. Ma la cosa più bella sono le testimonianze dei volontari stessi che (tutti!) hanno raccontato del bene che fa loro questo gesto settimanale.

Foto: Silvio Orlando, Si nota all’imbrunire (ph. Maria Laura Antonelli)

 

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