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La strategia del vincitore: sincerità, sobrietà e fiducia reciproca Opinion leader

Firenze – A bocce ferme sarà opportuno riflettere sul perché fra le file del centrosinistra si era sparsa una grande paura, quasi un presagio,  che il centrodestra avrebbe conquistato la Toscana. Forse hanno ragione quelli della sinistra radicale che si sono visti sbarrare le porte di Palazzo Panciatichi quando dicono che il distacco di quasi nove punti fra Eugenio Giani e Susanna Ceccardi dimostra che si trattava di un incubo del tutto privo di fondamento?

La risposta in realtà è un’altra ed è incoraggiante per chi crede ancora nella politica fatta di uomini bravi e di idee condivise e difese fino in fondo. Basta che ci si concentri sul vincitore, sul suo stile e il modo nel quale ha condotto la campagna elettorale. “Candidato gentiluomo”, lo ha definito Matteo Renzi che, pur avendolo a suo tempo indicato come l’uomo di punta del Pd, con il risultato ottenuto da Italia Viva  non può sostenere di esserne stato il grande elettore.

Gentiluomo e, soprattutto,  uomo “senza padrini”:  “C’è dentro di me l’energia di sapere che Giani è Giani: un uomo di 60 anni che vive e lavora per il territorio”, ha detto nell’ora  della festa. Signore delle preferenze quando correva per il Consiglio comunale di Firenze, percorritore di chilometri quando come presidente del Consiglio regionale è andato a trovare tutti i 283 sindaci della Toscana. “Sindaco dei sindaci”, dunque come ama definirsi, in particolare di quei 184 che all’inizio di settembre si sono riuniti a San Gimignano  per redigere un patto per far crescere questa regione.

Eugenio Giani non ha messo in campo le sottili arti della comunicazione, la costruzione di una personalità che “buca” i media, facendo alla fine violenza alla sua indole. Ha presentato se stesso con diretta semplicità, senza strillare, illustrando i suoi argomenti e senza pretendere effimeri entusiasmi. E’ sempre rimasto se stesso ed è proprio questa la circostanza che ha preoccupato i grandi strateghi.

Invece di strappare il successo risicato che gli pronosticavano, ha vinto alla grande. Durante lo spoglio delle schede il suo vantaggio non è mai stato insidiato dall’avversaria. E così ha lanciato un messaggio del tutto controcorrente in tempi nei quali vengono premiate l’ipocrisia e l’impostura. Esiste anche una politica che può affermarsi per la credibilità delle sue promesse, rappresentata da politici convinti  che la strada maestra per fare o cambiare le cose per il bene dei cittadini è costruire le premesse per la fiducia reciproca.

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