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La tempesta dopo la quiete: Lunigiana di nuovo sotto la pioggia Cronaca

«Una volta alla settimana sarò nelle zone alluvionate», ha dichiarato ieri, 4 novembre, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, durante il suo intervento in Consiglio regionale. Ed anche oggi, 5 novembre, la Lunigiana non è rimasta da sola a fronteggiare la nuova emergenza maltempo. Sono state anche oggi circa 700 le persone impegnate nel territorio dell’alta Toscana, fra volontari, vigili del fuoco, carabinieri, polizia di Stato, guardia di finanza, polizia municipale, corpo forestale dello Stato, operatori della Regione e degli enti locali. Ieri Rossi aveva annunciato, dopo l’approvazione da parte del Consiglio regionale delle due proposte di legge relative all’introduzione per il 2012 di un aumento di 0,5 centesimi al litro delle accise sulla benzina ed al finanziamento dell’emergenza lunigianese con 100.000 euro attinti dal fondo di riserva del bilancio della stessa assemblea legislativa toscana, la sua ricetta per far ripartire l’economia di Aulla e dei paesi limitrofi. «Non possiamo aspettare a dar mano alle imprese, al commercio. – aveva dichiarato Rossi – L’ipotesi è quella di adottare, per agevolare l’accesso al prestito e quindi alla liquidità, un protocollo con Fidi Toscana analogo a quello utilizzato per un settore produttivo in crisi, quello dell’edilizia». Con i ricavati dall’aumento del carburante, ha chiarito Rossi, la Regione dovrebbe riuscire a racimolare i soldi necessari per fronteggiare l’emergenza e finanziare le attività produttive danneggiate dalla piena del Magra. «Dovremo poi riservare una parte consistente delle risorse per accrescere la sicurezza del territorio. Per questo potremo aggiungere anche altri fondi, ad esempio riorientando delle risorse dell’agricoltura in direzione della sistemazione dei boschi e della rete idraulica minore», ha concluso il Governatore. Ieri, però, i danni in Lunigiana sono stati stimati in 40 milioni di euro per le sole attività commerciali. Sono state 760 le autovetture danneggiate dall’esondazione del Magra e 4 le banche allagate, mentre le persone sfollate erano ad ieri ancora 112 ad Aulla, 86 a Mulazzo, 3 a Tresana e 13 a Pontremoli. Eppure le cose sembravano migliorare, nonostante tutto. Nonostante molti palazzi che ospitavano servizi essenziali siano ancora inagibili. Nonostante che il black out della telefonia fissa sia destinato a durare ancora per alcuni giorni. Nonostante ancora non tutte le abitazioni siano dotate di gas ed acqua potabile. Le cose sembravano migliorare soprattutto dopo che l’Unità di crisi aveva annunciato, in serata, che l’Esercito aveva autorizzato la costruzione di un ponte Bailey per Parana, la sola frazione rimasta ancora isolata dopo il disastro. Sembravano migliorare dopo una notte relativamente tranquilla e dopo che le piogge non erano state intense come ci si aspettava. E invece oggi è tornato l’incubo proveniente dal cielo. La pioggia ha ripreso a cadere con insistenza sulle zone già colpite dall’alluvione e sono già stati segnalati nuovi allagamenti. Parana è tornata irraggiungibile e per permettere l’assistenza alle cinquanta persone che la abitano un medico è stato trasportato nella frazione di Mulazzo con un elicottero della Guardia di finanza. La terra, resa friabile dalle piogge, ha ripreso a franare. Una caduta di massi sulla strada provinciale si è registrata nella zona di Fivizzano, in località Casola, mentre altre frane sono state rilevate a Montereggio. Sempre a Fivizzano si è verificato un balck out dei ponti telefonici, al quale si è sopperito grazie alla rete radiofonica realizzata dall’Unità di crisi di Aulla. È tornata, insomma, la paura e l’attenzione rimane al massimo livello.

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