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La tempesta Mps finisce in Parlamento Economia

Il Governo riferirà al Parlamento. In un colloquio telefonico il premier Mario Monti ha offerto al presidente della Camera Gianfranco Fini la disponibilità del governo a riferire alla Camera sulla vicenda del Monte dei Paschi di Siena. Il Pdl chiede che a farlo sia direttamente il presidente del Consiglio e non solo il ministro dell'economia Vittorio Grilli, che ha sottolineato come la vicenda Mps non sia "un fulmine a ciel sereno''. 'Sappiamo da un anno – ha aggiunto – che la banca e' in una situazione problematica. Non ho evidenza di problemi simili in altre banche. Sui controlli – ha concluso Grilli – dico solo che spettano alla Banca d'Italia''. Il ministro ha poi sottolineato che ''da questo governo nessuna risorsa pubblica è affluita a Monte dei Paschi. Per farlo -ha precisato- dovra' esserci un'esplicita richiesta, e quindi l'approvazione dell'assemblea di Mps e le necessarie autorizzazioni''. Su questo punto è interevnuto anche Monti: ''Finora il sistema bancario italiano – ha detto a Davos – ha retto molto meglio di diversi sistemi bancari di altri paesi'', ma ''le domande sui derivati vanno rivolte a chi ha maggiore e diretta competenza tecnica e istituzionale, cioe' il ministero dell'economia e la banca d'Italia''. 

La vicenda delle operazioni sui derivati tenuta celata alla Banca d'Italia è stata al centro del dibattito elettorale. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso piena fiducia in Bankitalia: ''E' una questione grave – ha detto Napolitano – e se ne sta occupando la Banca d'Italia. Io non sono esperto di banche ma ho piena fiducia nella Banca d'Italia''. Intanto il titolo Mps continua a sprofondare in Borsa, dopo che si e' alzato il velo sulle operazioni sui derivati. Le azioni hanno perso oggi l'8,19%, chiudendo a 0,2333 euro, con un volume di scambi ancora elevato, 863 milioni di euro pari al 7,4% del capitale.Complessivamente negli ultimi tre giorni il titolo ha subito una perdita del 20,29%. 

La polemica elettorale condiziona il dibattito pubblico: destra e sinistra attaccano Monti e il Pd, il primo per aver fornito le risorse per ripianare il buco creato dalle operazioni sbagliate dell'istituto bancario, il secondo per aver sostenuto e difeso quella che viene considerata una banca controllata politicamente. "'Stigmatizzo la demagogia con cui si dice che Mps ha acquisito l'intero importo della prima rata dell'Imu sulla prima casa – ha detto l'ex sindaco di Siena Franco Ceccuzzi –  quel prestito mette la banca alla frusta, perché dovrà fare utili consistenti per ripagarlo in maniera molto onerosa''. Ceccuzzi, candidato del centrosinistra al Comune di Siena ha aggiunto che il prossimo p'residente della banca potrebbe venire dall'esterno: "Serve l'umiltà e l'intelligenza di assorbire professionalità dall'esterno''.  Massimo D'Alema ha ribadito che  ''il Monte dei Paschi non è mai stato un punto di riferimento del nostro partito''. Fabrizio Viola Ad di Monte Paschi ha inviato una lettera ai dipendenti nella quale scrive che "le verifiche su alcune operazioni"sono state attivate da tempo e questo conferma la volontà dimettere in atto un percorso di reale cambiamento e di assoluta trasparenza nella gestione". Nel frattempo "in via prudenziale – sottolinea Viola – in considerazione dei possibili impatti patrimoniali, abbiamo chiesto il 27 novembre un aumento di 500 milioni di euro di Monti Bond in modo che tali impatti patrimoniali possano trovare un'adeguata copertura e sono stati individuati ulteriori possibili interventi che dovessero rendersi necessari".

 

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