energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

La terra non si governa con l’economia Opinion leader

Allora  le temperature medie erano tra i tre ed i quattro gradi centigradi più  alte di quelle attuali. Le regioni polari più calde di circa 10 gradi centigradi e l’estensione dei ghiacciai molto limitata. Il livello dei  mari tra i cinque ed i 30 metri più alto.
Il rischio è che la terra  possa tornare a queste condizioni con conseguenze devastanti per l’uomo e per la natura
L’allarme viene dalla NOAA (National Oceanic and Atmosferic Administration) ed è stato rilanciato da Green-peace.


Nel 1880 – la concentrazione di CO2 era pari a   280 ppm (parti per milione). Nel 1958 le rilevazioni indicavano 315 ppm. Nel primo decennio del 2000 le rilevazioni indicavano una media di concentrazione di CO2 di 370 ppm,  che ha determinato un aggravamento significativo dell’effetto serra. Lo scorso 9 maggio si è avuto il primo superamento dei 400 ppm di CO2 nell’atmosfera. Secondo gli scienziati entro alcuni   anni le medie annuali saranno stabilmente sopra le 400 ppm.
La principale fonte di anidride carbonica  è la combustione di carburanti fossili: petrolio, gas e carbone. La Cina è, attualmente, il principale produttore di anidride carbonica, seguita dagli Stati Uniti e stati  dell’Unione Europea. Questi paesi, ancora, non hanno assunto impegni sufficienti per ridurre i gas serra malgrado il continuo “s.o.s.” degli scienziati ed ambientalisti.


Il tasso di crescita della concentrazione di CO2 nell’atmosfera è senza precedenti. “Abbiamo toccato l’ennesima soglia di distruzione del clima” ha dichiarato il responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia,  “Ciò che siamo riusciti a fare in poco più di un secolo aveva richiesto alla natura -in altre ere- migliaia di anni”.
Quello che pone interrogativi è il fatto che viviamo ormai in un tempo nel quale l’alternativa per una “rivoluzione energetica” esiste, è concreta e praticabile. E’ nelle fonti rinnovabili. Sarebbe necessaria però la volontà dei produttori  dei “carburanti fossili”
Il primo tentativo per avviare il contenimento dell’alterazione climatica determinata dall’uomo, ha avuto luogo con il Trattato delle Nazioni Unite sul clima, stipulato a Rio nel 1992. Sulla base del trattato si definì il Protocollo di Kyoto, operativo dal 1994, per l’attuazione di una politica ambientale più responsabile. Non pochi  paesi però, come gli Stati Uniti, malgrado la sottoscrizione del trattato,  decisero di non aderire al Protocollo di Kyoto.


Nella 18a Conferenza dell’Onu sul clima, che ha avuto luogo a Doha nel Qatar, nel corso dell’ultima decade di novembre e la prima di dicembre del 2012, l’unica decisione presa è stata la continuazione del trattato di Kyoto. Di  Kyoto 2 ,però, fanno parte ormai paesi  responsabili solo delle 14 per cento delle emissioni  di gas serra emanate a livello globale. Gli altri stati hanno riaffermato la decisione presa nel 2011 a Durban:  dar vita entro il 2020 ad una convenzione sul clima vincolante per tutti gli stati. Secondo la delegazione svizzera a Doha è stato raggiunto l’obiettivo minimo

Immagine: www.greenme.it

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »