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La testimonianza interculturale dell’ambasciatore Attanasio Cronaca, Società

Prato – L’ambasciatore italiano in Congo, Luca Attanasio ucciso due giorni  fa in un attacco terroristico a Kanyamahoro insieme al giovane carabiniere Vittorio Iacovacci e al suo autista Mustapha Milambo, secondo quanto riportato da “La Luce” (un quotidiano online che si occupa di attualità politica italiana ed internazionale fornendo ai propri lettori sotto la direzione di Davide Piccardo ) era musulmano perché  “aveva fatto testimonianza di fede durante la sua permanenza in Marocco” quando era Console Generale d’Italia a Casablanca adottando il nome di Amir. Non nel senso che si era convertito alla fede islamica ma in quello che aveva aderito alle tradizioni della comunità musulmana.

Luca Attanasio nel 2010 era stato incaricato dal Consolato italiano a Casablanca  dove aveva conosciuto l’attuale moglie Zakia Seddiki, attivista per i diritti umani delle donne e dei bambini, e dalla cui unione sono nate tre bambine. In Congo Zakia ha fondato la ONG Mama Sofia che aiuta migliaia di bambini di strada congolesi. I due coniugi infatti consideravano il lavoro umanitario una vera e propria missione dedicandosi al prossimo così come hanno raccontato delle persone vicine a Luca Attanasio e di Zakia Seddiki.

Anche per questo,sempre secondo quanto riportato da “La Luce” i musulmani italiani si sarebbero immediatamente attivati  per manifestare il proprio cordoglio alle famiglie colpite dal grave lutto a livello nazionale ma, soprattutto a livello locale, con le comunità islamiche della Brianza guidata da quella di Limbiate, il paese che ha dato i natali al giovane ambasciatore italiano.

Il sito riporta le parole di Baraa Al Obeidi, l’Imam della Moschea di Maria di Milano, (Cascina Gobba) a proposito della morte di Luca Attanasio e cioè  che essa va considerata  a tutti gli effetti un martirio perché secondo la definizione islamica, è stato ucciso da innocente nell’ambito del suo impegno umanitario. Inoltre sempre nel sito si apprende  che in segno di lutto alcune comunità islamiche si stanno organizzando per celebrare questo venerdì la Salat al ghaib, ovvero l’orazione funebre  per il defunto in sua assenza, in memoria di Luca Attanasio e  del suo autista Mustapha Milambo.

Un segnale di vicinanza e mestizia arriva dal Centro Islamico di Saronno: «Tristemente, ci uniamo insieme ai suoi concittadini nel porgere le sentite condoglianze alla famiglia del nostro ambasciatore assassinato in Congo. Un nostro concittadino che, svolgendo il suo ruolo, ha sacrificato la sua vita per il prossimoUn esempio per tutti noi. Saronno, tutta, piange Luca Attanasio».

Nel Comune di Limbiate, in lutto per la tragica scomparsa del suo concittadino, è stata già allestita la camera ardente presso il Palazzo Comunale che ospiterà il 26 febbraio le spoglie dell’ambasciatore mentre le esequie  verranno celebrate il 27 febbraio alle ore 10.00 presso il Campo Sportivo Comunale di via Tolstoy.

In foto l’ambasciatore italiano Luca Attanasio

 

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