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La Toscana celebra la 21ma Giornata Mondiale del Malato Notizie dalla toscana

Lunedì 11 febbraio,  festa della Madonna di Lourdes, la Chiesa celebra in tutto il mondo la 21ma Giornata Mondiale del Malato, “un’occasione – spiega il padre Renato Ghilardi, della diocesi di Firenze, incaricato regionale della Conferenza Episcopale Toscana per la Pastorale Sanitaria –  per dare testimonianza della vicinanza umana e spirituale della comunità ecclesiale ai malati e per far crescere in tutti la solidarietà e la carità verso i fratelli e le sorelle sofferenti e i loro familiari”. La Giornata fu istituita dal Beato Papa Giovanni Paolo II nel 1992 e fissata all’11 febbraio, memoria liturgica della Beata Vergine Maria. Il Papa scende nella basilica vaticana di San Pietro e celebra la messa, resa più suggestiva dalle tante candele accese come avviene durante le processioni a Lourdes. Tutte le diocesi toscane celebreranno la giornata questa o la prossima domenica. A Firenze l’appuntamento è per domenica 17 febbraio nella Basilica di San Lorenzo alle ore 15 con il rosario e alle ore 16 con la messa presieduta dal Vescovo Ausiliare Mons. Claudio Maniago.

L’incaricato regionale per la pastorale sanitaria, da 30 anni cappellano all’Istituto Ortopedico Toscano, propone, per valorizzazione la Giornata, “di organizzare particolari iniziative di carattere liturgico, caritativo e culturale. La celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo e le iniziative assunte dalle parrocchie e dalle cappellanie ospedaliere, oltre ad essere una testimonianza della vicinanza umana e spirituale della comunità ecclesiale ai malati, sono una propizia occasione di aggregazione e di comunione tra le persone, le istituzioni e le associazioni del professionismo e del volontariato socio-sanitario che se ne prendono cura nelle famiglie e nelle strutture di ricovero e, in un momento in cui il Servizio Sanitario Nazionale è in sofferenza per la scarsità delle risorse, per far crescere in tutti la solidarietà e la carità verso i fratelli e le sorelle sofferenti e i loro familiari”.

La Pastorale della Sanità è la presenza e l’azione della Chiesa per portare la vicinanza di Gesù a coloro che soffrono e a quanti se ne prendono cura. Quindi, non è rivolta solo ai malati, ma anche ai sani. Come evidenzia Padre Ghilardi “la pastorale sanitaria non riguarda esclusivamente le strutture di ricovero – ospedali, case di cura, R.S.A., ecc. – ma anche i malati che risiedono nelle proprie abitazioni, i loro familiari e tutte le persone con cui relazionano: parenti, amici, medici, assistenti socio-sanitari, volontari, ecc. Negli ospedali la pastorale sanitaria è svolta dai cappellani e dai loro collaboratori, in genere laici adeguatamente formati, ma, poiché oggi, in seguito alla riorganizzazione dei servizi sanitari e al progresso della medicina e della chirurgia, l’ospedale è riservato all’acuzie, si assiste ad una rapida deospedalizzazione. Per questa ragione, numerose case sono diventate una specie di ospedale che non si vede. Quindi, è necessario che ogni parroco e ogni comunità parrocchiale si faccia carico dell’assistenza umana e spirituale dei propri sofferenti e dei loro cari”.

Oggi l’assistenza spirituale e religiosa dei ricoverati nelle strutture ospedaliere è sancita da norme concordatarie, statali e regionali precise – nei mesi scorsi alcuni consiglieri regionali della Toscana hanno sollevato dei polveroni su questi accordi – , perché tale assistenza è un diritto naturale del cittadino infermo. Il giudizio che Padre Ghirlandi dà alla Sanità Toscana, alla luce della sua esperienza trentennale, “è sostanzialmente positiva. Le criticità, certo, non mancano: penso alle liste di attesa, agli anziani non autosufficienti, ai problemi dei diversamente abili, ai sofferenti mentali, ai malati cronici, oncologici, ecc. Tuttavia, i cittadini che hanno bisogno delle varie prestazioni vengono soddisfatti, in genere, in tempi ragionevoli e disponiamo anche di servizi di eccellenza che altre Regioni ci invidiano. Voglio sperare che anche l’avviata riorganizzazione del Servizio Sanitario Regionale, imposta dalla scarsità delle risorse, salvaguardi i presidi e i servizi sanitari necessari ai cittadini, eliminando, invece, gli sprechi, gli interventi impropri e gli apparati superflui. Contestualmente alla suddetta riorganizzazione, però, ritengo necessario e urgente fare opera di educazione sanitaria da parte delle varie agenzie (famiglia, scuola, comunità cristiana, mass-media, ecc.), esortando tutti ad assumere stili di vita corretti e sobri e a non abusare dei servizi sanitari”.
 

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