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La Toscana Digitale ha bisogno di una forte comunità Economia, Innovazione

Firenze – Creare una comunità digitale: il percorso è lungo e irto di problemi, primo fra tutti il basso livello di alfabetizzazione e di utilizzo della rete, ma questo è l’obiettivo che si pone la Regione Toscana. “Non basta lo sforzo fatto nell’adeguamento delle infrastrutture – ha detto Vittorio Bugli, assessore ai Sistemi informativi – ora occorre fare un salto di qualità”.

Per raggiungerlo la Regione ha organizzato insieme all’Associazione dei Comuni una giornata di studio (#ToscanaDigitale) a cui hanno partecipato 160  esperti, imprenditori e giovani amministratori. Una sorta di grande brain storming che prefigura la graduale formazione di una cultura digitale che è la condizione da una parte per l’ingresso della Toscana nell’era dell’industria 4.0 e dall’altra di servizi semplici ed efficienti per i cittadini nel loro rapporto con la Pubblica amministrazione. Inizia da questa giornata un percorso che porterà alla definizione dell’Agenda digitale toscana.

L’adeguamento delle reti è a buon punto con risultati soddisfacenti seppure considerando che i programmi sono di lungo periodo, al punto che “la nostra infrastruttura sta per diventare anche quella del ministero della Giustizia”, ha detto Bugli. Ma anche sotto questo punto di vista c’è ancora tanto da fare se basta il geometra di un comune per bloccare i lavori per la posa dei cavi.  “La Toscana è ancora una rete con tanti nodi che devono essere sciolti – ha detto ancora Bugli – ed è finito il tempo di correre individualmente anche perché i finanziamenti sono sempre meno consistenti”.

Un appello che ha accolto il presidente di Anci Toscana Matteo Biffoni che ha puntato tutto sulla sensibilità e l’impegno dei giovani amministratori per superare il gap che esiste nelle amministrazioni locali, “il digital divide”, le differenze dell’accesso alla rete fra territorio e territorio: “Abbiamo pensato di promuovere le opportunità del digitale nei territori attraverso un gruppo di giovani amministratori, ed i risultati sono molto incoraggiati e positivi”, ha detto Biffoni.

Il dato che fotografa la situazione è quel 57,4% delle famiglie che non usa i servizi on line e dunque si pone in primo luogo di potenziare formazione e informazione. Tuttavia, l’essere in ritardo non porta con sé tutti gli svantaggi: nel presentare i progetti in corso a livello nazionale sull’unificazione delle anagrafi, ol sistema pubblico di identità digitale, Simone Piunno, Chief technology officer del Governo, ha sottolineato che lo sviluppo accelerato delle tecnologie mette a disposizione soluzioni e dispositivi assai più avanzati di quelli applicati dai paesi che sono più avanti.

La tavola rotonda alla quale hanno partecipato rappresentanti delle agenzie, dei Comuni e delle imprese ha fatto emergere i due pilastri essenziali per realizzare una matura comunità toscana digitale, una intelligenza sinergica: la condivisione e il contributo grazie alla partecipazione dei cittadini e la scuol: “Facciamo un censimento sugli istituti ancora non connessi alla rete in maniera adeguata e poi diamoci un tempo per connettere chi oggi non lo è”, ha concluso Bugli.

Intanto, di concreto accade che 73  comuni firmeranno lunedì 13 marzo la convenzione con la Regione Toscana, il Ministero dello sviluppo economico e Infratel, società del ministero, per far arrivare la fibra ottica e la banda ultra larga nei loro territori, impegnandosi a svolgere rapidamente l’iter di tutti i procedimenti amministrativi e rilascio dei permessi necessari per gli scavi.

 

 

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