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La Toscana invasa da ragnetti rossi e larve che uccidono le foglie di quercia Ambiente

La provincia di Firenze è invasa da piccoli ragnetti rossi. Da Scandicci a Bagno a Ripoli, decine di migliaia di femmine di trombidi fanno preoccupare ed inorridiscono i timorosi dei ragni. Si tratta, però, di una specie del tutto innocua di insetti. Questi minuscoli ragnetti rossi, infatti, non sono nocivi non solo per l'uomo, ma nemmeno per animali e piante. Svernano, dopo un anno passato negli anfratti dei muri e nel legno, per tornare fuori con il caldo, nutrirsi di escrementi di volatili e deporre le loro uova sui tetti e nei muri. Hanno dimensione di poco più di un millimetro e, se schiacciati, rilasciano un colore rosso che difficilmente può essere rimosso dalla pelle e, soprattutto, dai vestiti. Nessuna preoccupazione, dunque, per la salute. Semmai i ragnetti rossi costringeranno a qualche lavatrice in più fra maggio e giugno. Più pericolosa, invece, la limantria, un insetto che sta flagellando le querce nella zona di Piombino, in provincia di Livorno. Questo insetto, infatti, depone delle larve che sono le principali responsabili della defogliazione delle querce del promontorio piombinese. L'enorme incremento della limantria ha costretto la Regione Toscana a pianificare, per le giornate comprese fra martedì 15 e giovedì 17 maggio, un intervento di lotta fitosanitaria in una zona di macchia mediterranea e lecci del Piombinese. Se le condizioni meteo lo permetteranno gli elicotteri regionali riverseranno su oltre 1.300 ettari di vegetazione prodotti a bade di bacillus thuringiensis, un prodotto il cui utilizzo è autorizzato dal Ministero dela Salute e che non ha alcun effetto sull'uomo e sugli animali, nè su altri insetti utili per l'ambiente.

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