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La Toscana si fa “in quattro” nell’alternanza scuola-lavoro Società

Già da tempo i ragazzi che hanno compiuto i 15 anni di età possono svolgere la loro formazione alternando periodi di studio ad altri di lavoro.
E’ una metodologia che arricchisce i percorsi formativi perché fornisce competenze spendibili nel mercato del lavoro, crea un ponte tra la realtà socio-economica dei territori e l’offerta formativa ed attenua la separatezza tra mondo del lavoro e mondo della scuola, che per altro si trova a non essere più l’unica agenzia formativa di riferimento.
Sperimentati ampiamente a livello europeo, i periodi trascorsi in situazione lavorativa non costituiscono per i giovani un rapporto di lavoro vero e proprio, ma ne sono il prodromo ed una forma di inserimento progressivo.
Tuttavia l’Italia, come evidenziano le indagini PISA (Programme for International student assessment) promosse dall’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) che hanno l’obiettivo di misurare le competenze degli studenti in matematica, scienze, lettura e problem solving, è in grave ritardo con gli “obiettivi di Lisbona” anche a causa del divario tra mondo della scuola e quello del lavoro.
Per ridurre questo gap e personalizzare i percorsi formativi in Toscana si parte con un protocollo che è stato sottoscritto ieri in Palazzo Strozzi Sacrati, dai rappresentanti delle quattro istituzioni coinvolte nell’intesa: l‘Ufficio Scolastico Regionale (con il direttore Angela Palamone), l’Unione tra le Province (con l’assessore fiorentino Giovanni Di Fede), Unioncamere Toscana (con Carlo Longo, presidente Camera di Commercio pratese con delega regionale a imprenditoria e formazione) e, per la Regione Toscana da Stella Targetti, vicepresidente con delega all’Istruzione.
Per raggiungere l’obiettivo condiviso di consentire agli studenti over 15 delle scuole superiori toscane che aderiranno di “sviluppare conoscenze, abilità e competenze spendibili nel mercato del lavoro” le quattro istituzioni si sono impegnate a coordinarsi in modo da realizzare un numero sempre maggiore di percorsi scuola/lavoro.
I progetti dovranno essere diversamente articolati a seconda dell’età degli studenti:  avranno quindi finalità orientative per i quindicenni, mentre dovranno fornire competenze più specifiche in riferimento al mercato del lavoro per i più grandi.
Due anche le forme di alternanza: quella più tradizionale che vede periodi di formazione in aula ed altri in azienda e che dovrà avere una durata minima per allievo di 198 ore nel triennio scolastico, e l’altra denominata “impresa di studenti” che simulerà attività di impresa in aula per sviluppare negli studenti capacità 
manageriali e imprenditoriali.
Quest’ultima, che sarà rivolta ad allievi del penultimo anno di studio, sarà organizzata con percorsi di educazione economica in cui, con il supporto di docenti e tutor, i ragazzi “avvieranno” imprese di cui dovranno redigere lo statuto, raccogliere il capitale sociale, definire il businnes plan, produrre un prodotto/servizio e venderlo. Attraverso e-mail, social network, skype e web-conference saranno inoltre in contatto con coetanei di altri paesi.
I progetti saranno finanziati dalla Regione Toscana con il FSE mentre Unioncamere e USR metteranno a disposizione altre risorse.
Gli “avvisi pubblici di chiamata a progetti” saranno emanati dalle Province che metteranno a disposizione i fondi trasferiti dalla Regione che per il prossimo triennio ammontano a un milione e 700 mila euro, probabilmente destinati ad essere incrementati.

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